Cittadinanza ai figli degli immigrati, Torriani (PD): 'Decisione miope del centrodestra'

francesco torriani Fano 03/03/2012 - La settimana scorsa è stato discusso in Consiglio Comunale un Ordine del giorno a favore al diritto di cittadinanza italiana per i bambini nati in Italia da genitori stranieri, presentato dai Consiglieri Comunali del PD fanese solleciti a raccogliere l’appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano.

Il Presidente della Repubblica di recente aveva dichiarato: “Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione”

Che l’argomento fosse culturalmente e socialmente impegnativo era prevedibile, ma che suscitasse un dibattito così viziato da superficialità, pregiudizi verso gli immigrati da parte della Tua Fano e del Pdl, da gettare un’ombra di xenofobia nel Consiglio Comunale di Fano, sinceramente non me lo sarei aspettato. Dagli esponenti della maggioranza che sono intervenuti al dibattito si è sentito di tutto: “se dovesse passare questa proposta di modifica della legge sulla cittadinanza italiana tutte le mamme incinte del mondo verranno a partorire in Italia”, “gli immigrati sono una risorsa, ma la cittadinanza è un’altra cosa e comunque prima di integrarli completamente andiamoci cauti, già le carceri sono piene di stranieri e i fatti di cronaca lo dimostrano”, “non è giusto imporre la cittadinanza italiana agli stranieri”. C’è addirittura chi ha concluso l’intervento ricordando un tabaccaio ucciso dagli zingari, come “monito” per chi è favorevole alla cittadinanza data ai figli degli immigrati. Anche il Sindaco ovviamente non è stato da meno e ha lasciato libertà di voto agli esponenti della sua maggioranza. Che ne è dell’attenzione educativa e sociale che la nostra città aveva per i bambini al punto da fregiarsi con l’appellativo “Fano città dei bambini”? Di certo per il Sindaco e per la sua maggioranza tale appellativo è ormai solo un slogan senza più significato.

Attualmente la legge italiana prevede che la cittadinanza si acquisisca solo per ius sanguinis ovvero solo se si è figlii di genitori italiani. Viceversa può essere chiesta solo al compimento del 18 anno, a condizione che si dimostri che il richiedente abbia trascorso ininterrottamente i primi 18 anni della sua vita in Italia e che faccia la richiesta prima di compiere il 19° anni di età.

La proposta di legge presentata in Palmento dal PD, e che l’odg discusso in Consiglio Comunale intendeva sostenere, propone di dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia in possesso di uno dei seguenti requisiti: uno dei genitori risiede legalmente in Italia da almeno 5 anni, oppure uno dei due genitori è nato in Italia e vi risiede legalmente da almeno un anno. In ogni caso la cittadinanza sarà concessa solo se richiesta.

Oggi in Italia vivono circa quattro milioni di immigrati, di questi circa un milione sono minorenni e la metà sono nati in Italia. E’ nostro convincimento che una società moderna e globalizzata nel terzo millennio non può più fare dello ius sanguinis l’unico principio ispiratore per l’acquisizione della cittadinanza.

Negare la cittadinanza italiana ai bambini che sono nati nel nostro paese, parlano la stessa lingua e frequentano le stesse scuole dei nostri figli – condividendone gli stessi sogni e le stesse speranze – non solo produce discriminazione e ingiustizie, ma appare anche miope da un punto di vista dello sviluppo socioeconomico e rischia di aprire in prospettiva gravi conflitti sociali.


da Francesco Torriani
consigliere comunale Pd




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2012 alle 02:16 sul giornale del 03 marzo 2012 - 762 letture

In questo articolo si parla di politica, Francesco Torriani, pd

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