Confesercenti contro le liberalizzazioni: 'Ci aspettiamo un ricorso'

confesercenti Fano 27/02/2012 - Un solo tavolo, molti attori. Commercianti, dipendenti della grande distribuzione, associazioni di categoria e sindacati, che ne sono stati promotori, e rappresentanti politici degli enti locali hanno partecipato, lunedì mattina, alla riunione svoltasi nella sala del consiglio comunale contro le liberalizzazioni “selvagge” del Governo Monti.

“Il commercio è in ginocchio -ha affermato Roberto Borgiani, direttore Confesercenti della Provincia di Pesaro e Urbino- non soltanto per la deregulation che lo affligge da anni, ma perché paga lo scotto della crisi economica e della diminuzione dei consumi e della concorrenza della grande distribuzione. A questo ora si aggiungono la iberalizzazione totale degli orari e delle aperture domenicali contenuta nel decreto Monti”.

Motivo principale dell’incontro è stata la richiesta, promossa dalle associazioni di categoria (Confesercenti e Confcommercio) e dai sindacati (Simone Paolucci per Filcams – Cgil, Leonardo Piccino per Fisascat – Cisl e Fabrizio Bontà per Uiltucs - Uil), di impugnazione della legge nei punti in cui fa riferimento alle liberalizzazioni “selvagge”, di fronte alla Corte Costituzionale da parte della Regione Marche.

“Ci impegniamo a portare il provvedimento all’attenzione della Giunta regionale in questa stessa settimana -ha confermato il consigliere Luca Acacia Scarpetti- in modo da accorciare i tempi ed intervenire prima che sia troppo tardi”.

“Non possiamo continuare a fare regali alla grande distribuzione -ha aggiunto Amerigo Varotti, direttore Confcommercio di Pesaro e Urbino- colpevole di tanti dei problemi del piccolo commercio negli ultimi anni. Ci si deve rimboccare le maniche, è vero, ma è vero anche che il tessuto commerciale del nostro territorio, fatto al 90% di piccole e medie imprese, deve lottare, non solo per conquistare, ma almeno per mantenere una serie di diritti che il governo centrale e le altre forze sembrano volergli sottrarre”.

“Non dimentichiamo -ha aggiunto Fabrizio Bontà in rappresentanza dei sindacati di categoria e dei dipendenti del commercio- che queste liberalizzazioni minano anche valori indiscutibili: aperture liberalizzate senza limiti relativi neanche alle domeniche si costringono i dipendenti a rinunciare al loro tempo libero, alla cura di sé e della famiglia. E questo, a lungo andare non potrà che rivelarsi deleterio per la qualità della vita di tutti. Non solo, ma va tenuto in considerazione che la liberalizzazione delle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali è un vantaggio per quelle aziende che non rispettano le regole previste dai contratti nazionali e le leggi sul lavoro, tra le quali anche una parte della grande distribuzione organizzata”.

La mobilitazione continuerà con l’invio di un ordine del giorno alla Regione Marche e all’Associazione dei Comuni delle Marche affinché si adoperino per tornare ad essere protagonisti della programmazione delle aperture domenicali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2012 alle 20:53 sul giornale del 28 febbraio 2012 - 297 letture

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