Un’altra stagione venatoria è finita, ma i problemi legati alla caccia no!

caccia Fano 24/02/2012 - Il Tavolo Ambiente e protezione Animali del Csv Pesaro e Urbino è tornato a sollevare con forza una serie di problematiche connesse alla caccia sul territorio, che vanno dall'esercizio dell'attività venatoria al di fuori dei limiti di legge ad episodi di bracconaggio, dal mancato rispetto delle distanze minime da canili e gattili all'insufficienza delle attività di controllo

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Pesaro, il Tavolo Ambiente e protezione Animali, nato su iniziativa del Centro Servizi per il volontariato provinciale e composto da ventuno organizzazioni impegnate per la tutela dell’ambiente e degli animali (Animalia, Anpana, Arca di Noè, Legambiente Pesaro, Lupus in Fabula, Enpa Pesaro, Il Graffio, Osiride, Melampo, Ara Micis, Animal House, Ferrovie Valle Metauro, Raggruppamento Gev, Gatti liberi, Lipu, Argonauta, Legambiente Urbino, Argo, Oipa Pesaro - Urbino, Wwf, Il Piccolo Rifugio) è tornato a sollevare con forza una serie di problematiche connesse alla caccia sul territorio provinciale, chiamando in causa le Autorità competenti, soprattutto la Provincia di Pesaro e Urbino, avanzando all’ente alcune richieste, prima fra tutte quella di riprendere al più presto sul tema un confronto serio e costruttivo, e dichiarandosi disponibile a confrontarsi e collaborare anche con le associazioni venatorie.

Le problematiche sollevate

- episodi di bracconaggio e attività di caccia che spesso si svolgono indisturbate anche al di fuori dei limiti di legge, sia in fatto di specie cacciabili che di limiti temporali, senza rispetto di limiti e distanze di sicurezza;
- assenza quasi totale di controlli da parte delle guardie venatorie e delle forze dell'ordine preposte
- l’esistenza di un problema serio legato alla caccia nelle aree circostanti strutture come canili e gattili, che si traduce in conseguenti gravi pericoli per gli animali e anche per l'incolumità pubblica, considerate le tante persone (volontari, personale, visitatori…) giornalmente presenti in queste aree;
- le cosiddette ‘attività di controllo e selezione’ della fauna selvatica, che dovrebbero servire a contenere il sovrannumero di certi animali (caprioli, daini, volpi, cinghiali…) per la tutela degli ecosistemi e coltivazioni, sono diventate un “mezzo legalizzato” per permettere l’attività venatoria anche fuori dal normale periodo venatorio ed in tutto il territorio, incluse aree protette
- presenza marginale e poco incisiva delle associazioni ambientaliste e animaliste negli Atc e scarso coinvolgimento in altre forme di partecipazione e/o consultazione dell'attività amministrativa su questo tema, in particolare alla stesura del nuovo Piano faunistico venatorio provinciale, che peraltro la Provincia non ha ancora adottato

“La ripetitività di certi atti che la Provincia di Pesaro e Urbino e la Regione Marche hanno preso in materia di caccia negli ultimi anni, poi molto spesso annullati dal TAR o dagli organi di controllo come l'ISPRA e di recente la Corte Costituzionale - stigmatizza Andrea Pellegrini dell’associazione Lupus in Fabula - apre la strada al sospetto di un disegno politico volto prima di tutto a favorire la categoria dei cacciatori. La fauna è un bene pubblico e le istituzioni che devono coordinarne la gestione non possono limitarsi ad emanare piani di abbattimento, ma tutelare gli equilibri ambientali e realizzare una programmazione che mette al primo posto la conservazione del patrimonio faunistico e naturale, senza dimenticare i diritti di tutti gli altri cittadini che cacciatori non sono”. Critiche aspre sono state rivolte dalla Lupus in Fabula anche alla gestione dell’Ufficio caccia della Provincia, su cui peraltro è in corso anche un’inchiesta della magistratura.

A sottolineare l’estrema carenza di controlli e il mancato utilizzo delle guardie volontarie è in particolare Vittorio Romeo, guardia ecologica venatoria del Wwf, che, in anni di esperienza sul campo, ha riscontrato anche il ricorso ad armi pericolose, e fa notare come la composizione degli organi direttivi dell'ATC PS2 non sia conforme alla normativa relativamente alla rappresentanza delle associazioni ambientaliste (art 14 Legge 157/92).

Dal canto suo l’associazione Animalia onlus che gestisce il gattile comunale di S. Veneranda di Pesaro, in rappresentanza anche delle altre associazioni gestori di canili e gattili sul territorio, denuncia da tempo il problema della caccia nelle aree circostanti le strutture, con conseguenti danni per gli animali (pericolo, paura e stress continui) e rischi anche per l'incolumità pubblica. “Attualmente – spiega Laura Camilli di Animalia onlus - la distanza limite di sicurezza è di 150 m dalle strutture, la stessa distanza che è prevista per legge dalle abitazioni. Tuttavia le violazioni di questi limiti da parte dei cacciatori sono all’ordine del giorno e dal 2004 abbiamo fatto numerose segnalazioni e denunce sul perdurare di questi episodi… Le strutture dei canili, gattile, ambulatorio sanitario e cimitero degli animali sono strutture di interesse pubblico, in cui sono presenti ogni giorno numerose persone e visitatori. Non si comprende per quale motivo, un’area pubblica, messa a disposizione dei cittadini, non possa essere adeguatamente tutelata e usufruita e che gli interessi di una minoranza debbano prevalere su interessi diffusi. Chiediamo dunque più controlli delle autorità di vigilanza nella zona, e alla Provincia di creare una sorta di area protetta attorno alle strutture in cui la caccia sia totalmente vietata”.

Cosa chiedono le associazioni alla Provincia

- di riprendere al più presto un confronto costruttivo sul tema, anche attraverso un incontro pubblico in cui confrontarsi e dibattere le questioni sollevate, e che l'Amministrazione Provinciale tenga fede agli impegni e le volontà già espresse;
- che siano intensificati e potenziali i controlli, anche avviando una collaborazione tra Provincia e CFS per ottimizzare l’utilizzo delle rispettive risorse umane adibite alle attività di controllo del territorio;
- che la Provincia dia un “nuovo corso” all’Ufficio Gestione e Tutela della Fauna Selvatica improntato a criteri di equilibrio ed imparzialità;
- che sia data la massima diffusione alle determinazioni assunte dall’Ufficio Tutela e valorizzazione della fauna, preferibilmente attraverso il sito internet della Provincia;
- che siano allargate le zone di rispetto di canili e gattili, al di là di quanto previsto dalla normativa vigente, facendo ricorso alle potenzialità dei vari PRG comunali;
- che sulle questioni della caccia si faccia riferimento costante ad ISPRA, i cui pareri tecnici vanno tenuti nella massima considerazione;
- l’Istituzione di una commissione provinciale di coordinamento, realmente rappresentativa delle istanze espresse da ambientalisti, cacciatori ed agricoltori, che possa partecipare concretamente all'attività amministrativa
- che ci sia un maggiore coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e animaliste nella fase di stesura del Piano Faunistico Venatorio, esaminando debitamente e tenendo in considerazione anche le loro richieste e motivazioni


da Centro Servizi per il Volontariato




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2012 alle 18:24 sul giornale del 25 febbraio 2012 - 386 letture

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