Ritrovate le tombe di alcuni soldati di Fano e dintorni

cimitero 2' di lettura Fano 19/02/2012 - Ritrovate le tombe anche di altri militari di Fano e della Provincia di Pesaro-Urbino. A ritrovarle Roberto Zamboni.

Roberto Zamboni è un artigiano veronese. La guerra non l’ha vissuta, l’ha sentita raccontare. Parenti, conoscenti fin da piccolo gli hanno raccontato di quel suo zio, che nella Seconda Guerra Mondiale ha perso la vita. Deportato in Germania, come altri 800 mila italiani, dopo l’8 settembre.

A Roberto hanno sempre detto che lo zio era morto in un campo di prigionia. Ma dove era stato sepolto? Nessuno lo sapeva, forse in una fossa comune.

È iniziata così la ricerca di Roberto Zamboni, anni di sopralluoghi, richieste di informazioni e contatti con il Ministero della Difesa, una ricerca capillare nell’archivio Vaticano e degli archivi delle autorità tedesche, polacche e austriache.

Zamboni ha trovato la tomba dello zio Luciano nel cimitero d’onore italiano a Flossenburg, non lontano da Norimberga. Ma la scoperta più sconvolgente è stata che, come suo zio, c’erano altre migliaia di lapidi di italiani, militari e civili, deceduti in Germania tra il 1943 e il ‘45. Tombe di cui, nella maggior parte dei casi, i familiari in Italia ignoravano e ignorano tuttora l’esistenza.

Il ricercatore veronese ha iniziato a catalogare, nome per nome, provincia per provincia, in ordine alfabetico, quelli che settant’anni fa erano poco più che ragazzi partiti per un fronte nella seconda Guerra mondiale e finiti prigionieri in un campo di concentramento o arrestati perché disertori o partigiani. Di loro non c’era più tracce, non per caso il sito internet di Roberto Zamboni si intitola “ Dimenticati di Stato ”.

Ora molte famiglie, grazie a questa paziente opera di ricerca, potranno sapere dove la storia ha messo la parola fine a vite inghiottite dalla guerra e dai campi di sterminio nazisti, di loro parenti. Molte famiglie potranno sapere che c’è una lapide su cui appoggiare gli occhi o un fiore per quello zio o parente, dispersi in guerra e forse anche nella memoria.

Dietro ad ogni nome c’è una storia, e un dolore che non deve mai esser dimenticato, si pensi solo agli stenti, alle violenze, alla fame, alla fatica al freddo patiti nei campi di prigionia nazisti negli anni intorno al 1944. Ogni nome finisce con l’indirizzo di un camposanto e le coordinate per trovare la lapide “dimenticata” che ci restituisce il lampo di una vita, una faccia, un ricordo e il buio di quelle pagine di storia.

Da pochi mesi è stato pubblicato un primo elenco dei deportati nativi della provincia di Pesaro-Urbino, è possibile scaricarla cliccando nel link qui sotto.

Fonte: DIMENTICATI DI STATO, in www.robertozamboni.com.


da Paola Andreoni
Presidente Consiglio Comunale Osimo


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Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2012 alle 21:38 sul giornale del 20 febbraio 2012 - 553 letture

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