Neve, D'Anna: 'I disagi mostrano che è necessaria la presenza di ospedali diffusi'

giancarlo d'anna 2' di lettura Fano 07/02/2012 - Il maltempo di questi giorni oltre a portare con se una lunga serie di inevitabili disagi è accompagnato anche da tante polemiche. Non è il momento di polemizzare piuttosto si tratta di agire con i mezzi e gli strumenti a disposizione per alleviare i disagi per poi riflettere e ragionare su quanto è accaduto e come organizzarsi per il futuro.

Si possono fare previsioni ma la natura non è obbligata a “rispettarle”.Così spetta all'uomo organizzarsi per gestire al meglio le emergenze , quelle che escono fuori dal quotidiano e che puntualmente con allagamenti, frane, mareggiate, nevicate fino alla più terribile: i terremoti, ciclicamente si fanno sentire. Accade invece che all'emergenza si pensi quando ci si trovi in mezzo e così le strutture e le infrastrutture pensate per il quotidiano di fronte ad eventi sempre meno “straordinari” vanno in tilt. Le scelte dunque oltre a cercare di soddisfare le esigenze di tutti i giorni debbono necessariamente tenere conto anche degli eventi straordinari. Discorso valido nella progettazione delle strutture e infrastrutture ma anche nell' organizzazione dei soccorsi.

Questo principio non riguarda solo il ruolo della Protezione Civile, ma anche dei i Vigili del Fuoco i quali nonostante esperienza e professionalità continuano ad operare con pochi e antiquati mezzi, la Regione, la Province e i Comuni e lo stesso ruolo dell'Esercito anche alla luce di quanto denunciato in queste ultime ore con interventi ,da parte di quest'ultimo a “pagamento”.

Questioni da affrontare il prima possibile senza attendere la prossima emergenza. Ma una riflessione importante alla luce degli eventi calamitosi di questi giorni va necessariamente fatta sul servizio sanitario. Il Piano Socio Sanitario, che ho sempre avversato con forza, prevede nel futuro Ospedale Unico il “livello minimo di assistenza su Area Vasta (per tutta la Provincia di PU). Senza addentrami, ancora una volta,in particolari tecnici basta prendere atto dell'isolamento di molte realtà dell'entroterra ,comprese quelle che ospitano gli ospedali da chiudere, per rendersi conto di quanto poco si sia tenuto conto anche di queste situazioni, di quanto sia folle, anche da questo punto di vista, il Piano Socio Sanitario. Quello che necessita al territorio sono una serie di servizi diffusi, ad iniziare da quello sanitario. Servizio per le necessità del quotidiano e delle emergenze.


da Giancarlo D'Anna
Vice Presidente Commissione Sanità




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-02-2012 alle 16:05 sul giornale del 08 febbraio 2012 - 374 letture

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Affermazioni pericolose: quelli va a finire che gli ospedali "diffusi" ce li tengono aperti solo in caso di neve o altri "disagi"... E per gli altri giorni, alè!, Fosso Sejore (o Muraglia?).
E non c'è tanto da scherzare.

piergiorgio pietrelli

mi sembra tanto assurdo questo progetto FOSSO SEJORE!
CORDIALI SALUTI
PIERGIORGIO PIETRELLLI