Comitato Terme Nostre: 'Nuovo centro termale, qualche mese di lavoro e la distruzione del paesaggio'

Terme di Carignano 2' di lettura Fano 04/02/2012 - E’ con grande preoccupazione che il Comitato Carignano Terme Nostre apprende dalla stampa le ultime notizie sul progetto del nuovo Centro Termale: imprenditori che ammettono il loro disinteresse per le Terme e che accennano ad accordi con gli enti locali che non sarebbero stati rispettati, proprietari indignati e addirittura un rischio di default del Comune di Fano.

Sembra ormai accertato che le aree bocciate della variante non potranno restare edificabili, ma l’assessore Falcioni, che da 7 anni è il principale responsabile dello sviluppo urbanistico della città, invece di dare una spiegazione ai cittadini in merito all’ultimo progetto ripetutamente respinto, sembra già alla ricerca di qualcuno su cui scaricare, quanto meno mediaticamente, le responsabilità di un’opera che secondo lui attende di essere realizzata da decenni. Ma ora che lo stesso Marcello Berloni dichiara apertamente di non aver “mai voluto fare termalismo” e di essere interessato solo ai “permessi per vendere”, forse è il momento di ricostruire la vera storia delle Terme di Carignano:

1. i vincoli sui terreni di Carignano non sono una novità perché esistono da trent’anni, e da oltre quindici esiste anche un progetto approvato nel 1995: il piano particolareggiato Cervellati, pagato con i soldi pubblici e mai realizzato dalla proprietà

2. la proprietà ha chiesto e ottenuto una prima variante per realizzare un nuovo impianto di imbottigliamento e poi una seconda variante per trasformarlo in un centro benessere, entrambi mai realizzati e di cui resta in bella mostra solo uno scheletro di cemento

3. nel 2010 i proprietari, con i Comuni di Fano e di Pesaro e con la Provincia, cambiano ancora idea e decidono di optare per un diverso progetto – tra l’altro in variante al Piano regolatore di Fano appena approvato – ricorrendo all’ Accordo di programma, utilizzato per velocizzare la realizzazione di opere di interesse pubblico. Di fronte a uno scenario simile chiunque abbia a cuore le sorti di Carignano non può certo esultare ma solo attendere una seria autocritica sulle modalità con cui tutta la vicenda è stata condotta.

E’ questa l’unica risposta possibile all’appello di Mauro Falcioni, a cui ribadiamo la nostra posizione di sempre: SI’ alle terme di qualità nel rispetto dei vincoli presenti sul territorio e piena condivisione delle decisioni della Soprintendenza preposta al loro controllo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2012 alle 15:44 sul giornale del 06 febbraio 2012 - 545 letture

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