In prima fila per 'rifare' l'Italia

Fare l’Italia, fare gli italiani 2' di lettura Fano 03/02/2012 - Lunedì 6 febbraio alle ore 21, presso la Sala conferenze dell’Eremo di Monte Giove, si terrà il secondo incontro dell’iniziativa “Terre di Mezzo. Tra il civile e l’ecclesiale: idee e proposte per ridare “sapore” alla presenza dei cattolici nella società di oggi”.

Alla presentazione del libro “Fare l’Italia, fare gli italiani” edito dall’Ave, sarà presente il coautore, Paolo Trionfini (Vice Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica, nonché Direttore dell’Istituto per la Storia dell’Azione Cattolica e del movimento cattolico Italiano) e la fanese Laura Giombetti, anche lei membro del Consiglio Nazionale dell’AC. La ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia è stata un’occasione importante per tornare a riflettere sulle complesse vicende della nostra comunità nazionale e per cercare di capire anche quale ruolo abbia avuto in esse il mondo cattolico italiano. Il volume raccoglie una serie di saggi scritti per l’occasione non per rivendicare i “meriti” dei cattolici nell’edificazione della società italiana, ma piuttosto per analizzare le modalità con cui i cattolici italiani hanno declinato, nel corso di questo secolo e mezzo, il loro essere cittadini della “città dell’uomo” prendendo parte, in alcuni casi anche da protagonisti, alla vita civile, politica, culturale, economica e spirituale del Paese.

E’ evidente che la presentazione di questa raccolta di saggi sarà l’occasione anche per dibattere sulla situazione attuale del nostro Paese. Infatti, fare l’Italia, o meglio “rifare” l’Italia significa anche re-immettere nel tessuto civile quelle energie, che anche se da matrici culturali diverse, insieme possono responsabilmente fare la loro parte e contribuire a rimotivare il valore e il senso della prospettiva del vivere comune. I cattolici che sono in Italia possono essere parte integrante di questo processo e rappresentano un’importante risorsa in profonda comunione con tutti gli uomini e le donne di “buona volontà”. Questa sorta di “nuova alleanza” umanistica, personalistica, comunitaria, potrebbe oltre tutto rappresentare la definitiva “riconciliazione” dalle ferite che, a partire dal Risorgimento, hanno segnato il rapporto fra “laici” e cattolici.


da Circolo Culturale \"Jacques Maritain\"




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2012 alle 16:43 sul giornale del 04 febbraio 2012 - 393 letture

In questo articolo si parla di attualità, Circolo Culturale "Jacques Maritain"

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