Aset, Paolini: 'Dibattito surreale da commedia in dialetto fanese'

Luca Rodolfo Paolini Fano 03/02/2012 - Il dibattito sul caso Aset sta assumendo caratteri surreali, quasi comici, da commedia in dialetto. Un titolo potrebbe essere “ jj en c'er, lù en sa gnent, e te sta sitt...” o “più l'armistan...più pùssa!”

Il presidente Mattioli non si dimette e va avanti come se niente fosse. Dopo anni di inerzia, e l'asta andata deserta, pare voglia vendere in fretta e furia...a trattativa privata!!! Dalla padella nella brace! Singolare che si sia mostrato rammaricato che il bubbone sia esploso prima dell'asta...come dire che la stalla era meglio chiuderla dopo che i buoni erano scappati... Rincicotti , nell'incredibile triplice ruolo di venditore, dipendente, e amministratore di ditta concorrente, pare voglia costituire una cooperativa di dipendenti (e quindi anche sè stesso, figlia ed una ex socia... ). Di fatto si riprenderebbero la ditta venduta nel 2003, a 1.100.00 euro, senza considerare gli 8 anni di stipendi ( a spanne, con i contributi, un'altra milionata) - nonché altri 27.000 euro all'anno per canoni affitto capannone, che Aset si è ben guardata dal comprare, come pure la licenza...! Minardi, all'epoca vice-sindaco, si chiama fuori dicendo che lui è intervenuto solo all'atto di acquisto nel 2003, essendo indisposto Carnaroli. Poi sembra sia stato 8 anni su Marte e nulla più ha saputo o sentito dire. Bruscoli , sindacalista, pensa ai posti di lavoro. Per fortuna alcuni dei dipendenti hanno avuto l'ottima idea di farsi una società che opera nello stesso settore e quindi non rischiano di restare proprio disoccupati.

Non si chiede nulla dei denari pubblici bruciati, e degli utili e dei posti di lavoro che la “controllata” avrebbe potuto generare se fosse stata ben gestita. De Leo, Presidente del Comitato di controllo e Direttore generale, solo nel marzo 2011 pare accorgersi che qualcosa non va, ma oltre a verbalizzare per 8 volte di fila che non non appaiono comprensibili le ragioni del cattivo andamento, non risulta aver fatto molto altro. Fanesi, segretario e consigliere comunale PD, per chiamare fuori il suo partito, ha una trovata da premio nobel della faccia tosta : “il PD all'epoca non c'era neppure!” Cicetti , ex presidente Aset, silurato dopo 4 mesi con un pretesto, mi pare l'unico che dica cose interessanti: a) che stava aprendo “dossier” imbarazzanti; b) che la sopravvalutazione della Rincicotti era palese c) che aveva in animo di chiedere la rescissione anche del contratto tra Aset e Duomo Gpa, a suo dire squilibrato verso quest'ultima, ma di non averlo potuto fare perchè cacciato. (a proposito Cicetti, quanto ci è costato risarcirla per l'ingiusto licenziamento?) Paolini agisce solo per senso civico, essendo già abbastanza visibile per ben altro, e fa quello che avrebbe dovuto fare da anni l'opposizione, se non fosse palesemente inerte, per non dire complice, su questioni che valgono milioni di euro! Aguzzi, azionista di maggioranza, deve essere ancora su Marte perchè non si è sentito.

Che intende fare? Revocherà presidente e cda, sostituendoli con un commissario di comprovata competenza ed indipendenza o gli consentirà di portare l'acqua dei fanesi a Pesaro? Gli darà anche quest'anno il premio di 20.000 euro? Eserciterà l'azione di responsabilità e risarcimento, con avvocati indipendenti dalla amministrazione? Porrà il veto sulla cessione a “trattativa privata” della Rincicotti, prima che siano accertate eventuali responsabilità per infedeltà contrattuale, concorrenza sleale e danni, dato che dopo 8 anni di “rimessa continua” non saranno pochi mesi spesi per capire come stanno davvero le cose a peggiorare la situazione?


da On. Luca Rodolfo Paolini
Segretario Regionale Lega Nord




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2012 alle 16:23 sul giornale del 04 febbraio 2012 - 576 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, aset, lega nord marche, luca rodolfo paolini, lega nord

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/uMj