Zaffini: 'Pronto soccorso tragicomico'

roberto zaffini 2' di lettura Fano 02/02/2012 - Raccolgo la testimonianza di una famiglia che mi ha contattato per raccontare la sua disavventura vissuta al pronto soccorso di Fano.

Una signora di settantacinque anni afflitta da un'aritmia cardiaca è ricorsa alla struttura sanitaria per verificare eventuali complicazioni, dato che il disturbo durava più del consueto, così come consigliata dal medico curante. Alle 9 entra al pronto soccorso. Le prime verifiche effettuate verso le 10 scongiuravano possibili pericoli. Fino a quì tutto bene l' assurdo però è che per avere il risultato delle analisi e quindi poter tornare a casa la signora ha dovuto attendere ben 12 ore. Ed è in queste 12 ore che si è di nuovo sentita male. Alle ore 20, constatando che l'attesa oltrepassava il limite ragionevole della pazienza, i parenti hanno chiesto di firmare i documenti per poterla portare a casa, sotto la loro responsabilità. Hanno anche minacciato di chiamare i carabinieri. Alle ore alle 21 la signora si è sentita di nuovo male, svenendo, ed è dovuta ricorrere nuovamente alle cure ma non per la patologia di cui soffre bensì per la debolezza e l'ansia accumulata per la lunga attesa. Alle fine la signora è uscita dal pronto soccorso alle 22; è entrata alle ore 9 e alle 13 le verifiche attestavano che non correva nessun pericolo.

Durante queste interminabili ore si è verificata anche una scena tragicomica. Un giovane paziente che era anche lui li dalle 9 di mattina in attesa dell'applicazione di punti di sutura dopo la prima medicazione al braccio. Verso le 16,30 esasperato e vedendo che quelli che arrivavano con l'ambulanza passavano tutti avanti ha deciso di chiamare l'ambulanza che era a pochi metri da lui, con il telefono della cabina interna. Quando sono arrivati con stupore dei presenti anche i più sofferenti si sono lasciati andare ad una sonora risata collettiva. Questo è il nostro pronto soccorso: tragicomico!

Queste vicende purtroppo sono quotidiane. Se è abbastanza celere la procedura nella fase iniziale diventa inaccettabile l'attesa per la dimissione provocando un inutile sovraffollameto degli spazi angusti e assolutamente indegni per il bacino di competenza. Il problema è determinato dal cambio dei turni perché ogni nuovo turno dopo le eventuali emergenze da codice rosso non recepisce le precedenti attese e continua ad accogliere i nuovi arrivi. Tutto ciò non dipende dal personale, che anzi è da ammirare, ma dall'organizzazione, dall'organico insufficiente e dalle condizioni allucinanti in cui sono costretti a prestare servizio. C'è forse qualcuno che gode nel vedere esasperati così i nostri cittadini?


da Roberto Zaffini
Consigliere Regionale Fratelli d'Italia-AN





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2012 alle 17:54 sul giornale del 03 febbraio 2012 - 732 letture

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