Aset-Rincicotti: Paolini, 'Depositato esposto e relazione in procura'

Luca Rodolfo Paolini 3' di lettura Fano 30/01/2012 - Ho depositato lunedì mattina in Procura formale esposto e relazione sulla vicenda Aset Rincicotti, con circa 150 pagine di documenti. Martedì spedisco copia a Procura Corte dei Conti e Guardia di Finanza.

Dai bilanci, tra l'altro, emerge che già nel 2003 - cioè al momento dell'acquisto, la società perdeva già oltre 6000 euro; che i veicoli aziendali erano, già all'epoca vetusti, (1988 e 1992) tant'è che per 3 e 2 anni sono rimasti fermi e che venivano noleggiati all'esterno da terzi non meglio identificati; che tra le attività immateriali si è attribuito un valore alla voce "convenzioni verbali-fedeltà cliente" (sic!) che sarebbe il c.d. "avviamento". valore contabilmente insostenibile per una azienda che, in 6 anni, ha perso sistematicamente almeno 267.639 euro. Ritengo che i fatti più antichi siano già coperti da prescrizione sotto il profilo penale. Non così potrebbe essere sotto il profilo civile ed erariale e per eventuali omissioni più recenti. Certo è che se i nuovi organi di controllo, quelli nominati da Aguzzi nel 2004, avessero letto le carte e preso provvedimenti, come ho fatto io solo oggi perchè non avevo accesso alle carte, non solo la città non avrebbe rimesso un mare di denaro ma contro gli eventuali responsabili si sarebbe potuto agire in più sedi con forti probabilità di successo. Che fare? Io annullerei immediatamente l'asta, e ogni eventuale "trattativa privata"; commissarierei Aset, agirei con legali "esterni" alla amministrazione contro tutti coloro che non mi pare abbiano agito in buona fede per recuperare il recuperabile, e, sfoltiti i dipendenti - una delle cause del dissesto - gestirei direttamente come ASET, il servizio, mettendolo nelle mani di un tecnico non in palese conflitto di interessi.

Essendo il settore "spurghi e affini" a "domanda rigida", è pressocchè impossibile, con una buona gestione, non arrivare almeno al pareggio se non ad utili. Una volta rimessa in sesto l'azienda si vedrà che farne. Annullerei l'asta anche per un altro motivo: nessuno si accolla una azienda che ha da 500.000 a 600.000 euro di debiti se non due soggetti: o un concorrente, per crearsi un "monopolio" da cui, dopo, recuperare quanto sborsato o, peggio, qualche organizzazione criminale, notoriamente attiva nel settore rifiuti, sia a scopo di riciclaggio che di creare una sorta di "testa di ponte" sul territorio da usare come copertura per altro. In tutta la vicenda pesa come un macigno il silenzio del PDL e PD, belle addormentate nel bosco che dal 2006 nulla hanno visto, nulla sanno e nulla hanno fatto davvero. Ma ci torneremo. Da domani riprendo la battaglia per fare luce sulle vere spese legali - e sulla questione S.Arcangelo. Se c'è un solo consigliere comunale coraggioso e per bene, che mi vuol dare una mano per accedere agli atti che da oltre un anno e mezzo mi negano, si metta in contatto con me, anche in via riservata, se teme ritorsioni di qualsiasi genere.


da On. Luca Rodolfo Paolini
Segretario Regionale Lega Nord




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2012 alle 17:58 sul giornale del 31 gennaio 2012 - 443 letture

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