Marotta: Per cambiare, 'Il Cesano abbandonato'

Fiume Cesano 2' di lettura Fano 25/11/2011 -

Pochi giorni fa con un comunicato stampa il Presidente della Provincia Matteo Ricci e l’assessore Galluzzi hanno voluto tranquillizzare tutti i cittadini della provincia su possibili rischi idrogeologici del territorio affermando che con una serie di numerosi ed importanti interventi la Provincia ha eliminato rischi anche gravi che si sono presentati nei fiumi del territorio.



Interventi che però come al solito hanno lasciato fuori il fiume Cesano e i cittadini della relativa vallata. Infatti gli interventi per la messa in sicurezza relativi all’innalzamento degli argini hanno riguardato solo il Foglia ed il Metauro e anche per quanto riguarda i lavori di pulizia dei corsi d’acqua e delle foci, che galluzzi definisce come “capillari”, il Cesano è stato dimenticato. E la situazione non è affatto tranquilla. Gli operatori turistici marottesi sono davvero abbandonati da tutti: la Regione li lascia senza scogliere e la Provincia, lasciando il fiume Cesano in uno stato di incuria pauroso, fa il resto.

La situazione alla foce del fiume Cesano è ogni anno più difficile in quanto il fiume non trovando un libero sbocco verso il mare, in quanto la foce è spesso ostruita da cumuli di ghiaia e legname, esonda e trova percorsi alternativi andando a danneggiare le strutture limitrofe ed in particolare quelle di un campeggio e di un residence che si trovano a poche centinaia di metri dalla foce del fiume. Gli operatori in questione tutti gli anni si trovano a dover fronteggiare questa emergenza subendo danni rilevanti alle strutture e si vedono costretti ad intervenire a proprie spese per difendere e sistemare l’arenile e le proprie strutture. La Provincia che per legge dovrebbe adoperarsi per la difesa delle coste e degli abitati costieri e che è responsabile della gestione del demanio idrico, cosa fa? Perché non provvede alla realizzazione di un progetto di mitigazione del rischio idrologico ed idraulico attraverso il recupero e l’adeguamento della foce e degli argini nel tratto terminale del fiume Cesano così come fatto per il Foglia ed il Metauro?

Per evitare tali problemi occorrere poi che i tagli vegetazionali selettivi avvengano con cadenza periodica per tutto il tratto fluviale, cosa che invece non avviene. Ricci sicuramente dirà che è colpa dei tagli operati dallo Stato, e questo è sicuramente vero, ma se invece di organizzare eventi e spettacoli per discutere della felicità la Provincia impiegasse le risorse per il territorio e la sua sicurezza sarebbe sicuramente meglio per tutti perché come dice un vecchio slogan “è meglio prevenire che curare”








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2011 alle 16:30 sul giornale del 26 novembre 2011 - 607 letture

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