Giovani albergatori: 'Tassa di soggiorno, no ad oltranza!'

riviera fano 2' di lettura Fano 25/11/2011 -

Il Comitato Giovani Albergatori di Fano, Torrette e Marotta, in linea con la Confturismo Marche Nord e tutti gli operatori turistici conferma il no ad oltranza alla possibile introduzione della tassa di soggiorno.



In merito a tale sciagurata ipotesi, aderisce alla manifestazione indetta a Pesaro per mercoledì 30 Dicembre 2011. Per tale evento i Giovani Albergatori organizzano la trasferta nel capoluogo di provincia, via mare; un nutrito gruppo di Giovani Albergatori e di altri operatori turistici salperà dal porto di Fano in motonave per sbarcare al porto di Pesaro e poi unirsi a tutti i manifestanti. Non possiamo permettere di fare “affondare” il nostro turismo, l’istituzione di questa “gabella medioevale” è deleteria al comparto turistico, l’unico, dati alla mano, che nonostante la crisi sia ancora capace di trainare l’economia del nostro territorio. Se, come dicono tutti, il comparto deve essere valorizzato e incentivato, non è ammissibile penalizzarlo con l’introduzione di una nuova ed assurda tassa!

Gli operatori turistici hanno già pagato dazio con l’aumento negli ultimi anni di ogni tipo di tassa e tariffa e subendo anche importanti tagli del settore ad opera delle varie amministrazioni. Si cominci a snellire quel farraginoso e costoso carrozzone che sono gli enti pubblici, si inizi a contenere la spesa pubblica, si elimini la costosa burocrazia, si tolgano i costosi privilegi di alcune categorie. Noi la nostra parte l’abbiamo già fatta e stiamo continuando a farla per cui noi la crisi non la paghiamo, che la paghino coloro che l’hanno generata! Al nostro fianco scenderanno in piazza tutte le categorie che con il turismo sopravvivono, campeggi, stabilimenti balneari, ristoranti, bar ma anche i fornitori e i nostri collaboratori/dipendenti Infatti il danno al turismo deriverebbe da una sicura diminuzione delle presenze e di fatturati e quindi delle ore di manodopera necessarie all'espletamento dei servizi con conseguente riduzione del numero di dipendenti/collaboratori, con il risultato di aumentare il precariato nel nostro territorio. Le conseguenze, infine, cadrebbero a cascata sulla intera filiera e in tempi di crisi come questi non possiamo proprio permettercelo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2011 alle 16:16 sul giornale del 26 novembre 2011 - 476 letture

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