Cna a Mascarin: 'Nessuna violenza sulle donne, quello è il grido di dolore di un Paese indignato'

CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa 3' di lettura Fano 16/09/2011 -

Ma quale violenza sulle donne. Chiunque veda quel manifesto capisce che si tratta di un’immagine di sofferenza che richiama chiaramente i rischi cui ognuno di noi - uomo e donna che sia - corre nell'affidarsi a mani inesperte.



Che cosa avrebbe detto chi contesta quell'immagine se al posto di una donna ci fosse stato un uomo? Ci pare si tratti di un pretesto per non entrare nel merito del problema che quell'immagine vuole richiamare, ma l’occasione per fare della pura e semplice polemica politica. Lungi da noi evocare immagini che possano ricondurre alla violenza sulle donne, il messaggio che CNA vuole lanciare e' esattamente il contrario, ovvero quello di tutelare la donna e la sua salute. L'opposto di quello che ci viene contestato con l'uso di quel manifesto. Certo si tratta di un'immagine forte, cruda, esplicita. Forse che le recenti campagne sulla sicurezza stradale, sullo stalking o sulla stessa violenza alle donne non siano state altrettanto esplicite? Tra l'altro quell'immagine e' stata scelta da ben 22 donne le stesse titolari dei centri estetici, che non si sono sentite affatto offese o indignate da quel manifesto.

"Accusarci di usare richiami espliciti alla violenza o di fare marketing sulla pelle delle donne - dice il segretario della CNA Camilla Fabbri - non solo e' infondato ma offensivo nei confronti di un'associazione che si e' sempre distinta e impegnata nei loro confronti. Siamo l'unica associazione ad avere un Comitato Impresa Donna, a organizzare durante l'anno innumerevoli iniziative per valorizzare e tutelare il loro ruolo. Per questo queste accuse ci fanno sorridere se non fosse per il fatto che vengono usate in maniera del tutto strumentale nei nostri confronti e soprattutto nei confronti delle imprenditrici che rappresentiamo".

Ed ancora: "In questo periodo di incertezze queste prese di posizione mi creano seri dubbi. Da un lato una situazione politica al limite della farsa, dall'altro quella economica che limita l'iniziativa, mette in serio affanno e disperazione la stragrande maggioranza delle imprese e non genera prospettive per i giovani. In questo contesto si assiste ad un dilagare di quello che si definisce abusivismo, lavoro nero. In altri termini si penalizza il senso di responsabilita' di molti a favore della furbizia o presunta tale di altri. La nostra denuncia ha voluto mettere il dito su una piaga, una piaga raffigurata con quell'immagine indubbiamente forte. Un grido di dolore che esce dai confini dell'estetica e che rappresenta piu' in generale quello di un Paese allo stremo delle forze. Un Paese che non ce la fa piu', dove chi lavora onestamente e nel rispetto delle regole viene costantemente umiliato. Ci sarebbe da occuparsi seriamente di questo e non indignarsi per un'immagine, richiamando vecchi luoghi comuni che non aiutano l'economia, né tantomeno le donne che lavorano".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2011 alle 18:28 sul giornale del 17 settembre 2011 - 430 letture

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