Giovani democratici: 'Ottimo il risultato del Referendum a Fano'

Giovani Democratici Fano 16/06/2011 -

I Giovani Democratici esprimono la loro soddisfazione per il risultato raggiunto dai quatto quesiti referendari che ha visto un’ampia partecipazione popolare anche nella nostra città. Oltre il 62% dei fanesi si è recato alle urne e non è un risultato da trascurare. Aiuta a capire quanto anche il nostro elettorato sia sensibile a certe tematiche che riguardano il futuro dell’intero paese.



Il SI sui due quesiti dell’acqua sono una chiara presa di posizione rispetto a chi invece, con una cattiva legge, voleva costringere anche gli enti locali più virtuosi ad una privatizzazione non necessaria. Un’operazione funzionale solo a gruppi di potere che avrebbe portato il servizio idrico ad un futuro di incertezza e tutt’altro che trasparente. La vittoria del SI sul quesito del nucleare ha finalmente messo fine all’idea di riportare una tecnologia che ha dimostrato di non essere sicura, molto dispendiosa e dannosa per l’uomo e per l’ambiente. Gli italiani, come nel 1987, hanno nuovamente detto no ad una scelta sbagliata, sperando che il governo decida di cambiare rotta e torni a investire sulle energie rinnovabili che aveva recentemente deciso di abbandonare. La ricerca in questo settore potrebbe portare, anche nel breve periodo, a risultati straordinari. Si cominci perciò a dare spazio ai giovani ricercatori che svolgono il proprio lavoro lontano dal nostro paese.

Altro chiaro segnale è stato quello sul legittimo impedimento. Gli elettori nel 2008 hanno votato per un governo che aveva promesso di ‘’Rialzare l’Italia’’ e fin’ora abbiamo invece assistito ad una continua lotta del Presidente del Consiglio contro la Magistratura, chiamata semplicemente a svolgere il lavoro conferitogli da questo Stato e dalla Costituzione. Un governo, quale che sia, dovrebbe lavorare su riforme trasparenti per garantire più giustizia e facilitare il lavoro dei magistrati, minimizzando i tempi dei processi e non per difendere pochi eletti dalle leggi dello Stato. No ad un idea di casta che si è fusa con la pratica politica. No a politici che si coalizzano per trovare una via univoca solo quando viene proposto di abolire la loro realtà holliwoodiana fatta di benefici, agevolazioni, favori che creano un dislivello morale oltre che economico con il resto della società. La legge è uguale per tutti.

Berlusconi ha nuovamente detto pubblicamente ciò che avrebbe fatto, sperando, com’è successo negli ultimi 16 anni, di essere seguito. Il suo esporsi lo ha sempre reso vincente, tutta la sua politica è basata su questo verbo. Esporsi, dire la propria, utilizzare la sua persona come arma vincente. Bene, ciò che oggi è accaduto è la seconda grossa sconfitta ottenuta grazie all’esternare la sua idea, usata appunto sempre come forza coalizzante. Gli italiani hanno detto la propria e cioè il contrario.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2011 alle 12:28 sul giornale del 17 giugno 2011 - 415 letture

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