2Sì per l'Acqua Bene Comune: 'Gli amministratori locali ancora troppo distanti dai cittadini'

2 si acqua bene comune 3' di lettura Fano 15/06/2011 -

In risposta alle dichiarazioni effettuate da Ricci, Aguzzi e Monteforte rispetto alla situazione della gestione del SII dopo il voto, come comitato referendario provinciale "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" e comitato ACCAdueò in qualità di promotore del referendum, desideriamo sottoporvi alcune considerazioni.



Il sindaco di Fano Aguzzi e il presidente della provincia Ricci farebbero bene ad ascoltare la volontà dei cittadini delle loro terre. Così come è opportuno che lo facciano il sindaco di Pesaro Ceriscioli e quello di Urbino Corbucci, che rappresentano la quota pubblica di maggioranza all’interno delle rispettive società di gestione dell’acqua. I cittadini hanno palesemente dichiarato di volere l’acqua gestita come Bene Comune fuori dal mercato, di certo non è tramite società di diritto privato come ASET o Marche Multiservizi che si potrà assecondare la loro volontà. Inoltre ci chiediamo come mai ancora una volta si parla di azienda unica regionale e non si impara dagli errori passati, ripercorrere una strada già battuta per ritrovarci ancora una volta nella stessa situazione di privatizzazione che già ben conosciamo? E’ questa la prospettiva che vogliono i cittadini o è quella dei poteri forti che manovrano le dirigenze di partiti e aziende?

Le tanto osannate economie di scala si possono avere anche in aziende che siano conformate su bacini idrici ben delineati e che invece si vogliono ignorare. Che voce in capitolo potrà mai avere un cittadino di Acqualagna o Piobbico (e mi rivolgo al sindaco Mochi) in una grande azienda che vedrà una volta di più le città più popolose della costa prendere il sopravvento decisionale sui piccoli centri dell’entroterra che nella maggioranza dei casi sono invece i fornitori di acqua per tutta la vallata? Per quanto riguarda le dichiarazioni di Monteforte (presidente di MMS) sulla difficoltà di reperire fondi per gli investimenti il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che ben dovrebbe conoscere essendo anche amministratore unico di Acquedotto Pugliese, ha già intavolato la discussione da mesi e trovato le soluzioni necessarie.

Prima di tutto è da chiarire che non è dalla remunerazione del capitale investito che dipendono gli investimenti infrastrutturali, e che quindi anche legare questa percentuale (che era minimo del 7%) al costo del denaro, significa lasciare la gestione del Servizio Idrico Integrato in una logica di mercato che i cittadini non vogliono più. Si guardi invece alla fiscalità generale che riconducendo alle reali possibilità economiche di ogni cittadino (e quindi utente) ridistribuisce gli oneri in base non solo al consumo effettivo ma anche al reddito percepito. Prendiamo ad esempio un nucleo familiare composto da una sola persona con un guadagno di 1000 euro e un probabile consumo di 125 litri di acqua al giorno, e raffrontiamolo con un altro nucleo composto da 4 persone (una famiglia media) con un introito mensile di 1000 euro e un consumo procapite di 125 litri (tot 500 litri), chi sarà più oppresso dalla tariffa concepita come abbiamo ora?

Noi siamo cittadini e per forza e volontà saremo sempre dalla parte dei cittadini, anche per questo motivo invitiamo tutti gli utenti di ASET e Marche Multiservizi a controllare la prossima bolletta e a verificare che sia stata eliminata la voce della remunerazione del capitale investito come prevede la pronunciazione di ammissibilità del secondo quesito referendario.

Francesco Veterani

Portavoce Coordinamento provinciale “2Sì per l’Acqua Bene Comune – Pesaro e Urbino”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-06-2011 alle 17:44 sul giornale del 16 giugno 2011 - 557 letture

In questo articolo si parla di attualità, referendum, acqua

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