Indagine 'Giovani & Chiesa', i giovani chiedono alla Chiesa coerenza con gli stili di vita

Don Giacomo Ruggeri, Portavoce del Vescovo 7' di lettura Fano 14/06/2011 -

Cosa chiedono i giovani alla Chiesa? E cosa chiede la Chiesa ai giovani? Sono alcune delle domande di fondo – rende noto Don Giacomo Ruggeri, Portavoce del Vescovo – che in questi giorni di Assemblea Pastorale e verifica programmatica (13-15 giugno) la Diocesi di Fano, guidata dal Vescovo Armando Trasarti, si ritrova al Centro Pastorale sino a domani 15 giugno, che vedrà la presenza come relatore di Mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina e Assistente Generale dell’Azione Cattolica Italiana. Una tre giorni dedicata completamente ai giovani dal titolo “C’è posto per me? I giovani, la chiesa e il mondo”.



Nel corso della prima serata, lunedì 13 giugno, don Steven Carboni responsabile diocesano della Pastorale Giovanile nel coordinare i lavori ha ribadito come “sia importante per noi Chiesa lasciarsi sentir dire tutto ciò che i giovani hanno da dirci senza nasconderci dietro a nulla e tanto meno difenderci”. E’ stata presentata, successivamente, una indagine voluta dalla Diocesi (dal 28 marzo al 29 maggio) e in collaborazione con i docenti di religione cattolica che operano nella scuola. 17 sono gli Istituti di Scuola secondaria superiore (dai 14 ai 18 anni) per un totale di studenti di circa 5000 unità. Ben 1284 di essi – prosegue Don Ruggeri – hanno risposto al sondaggio qui sotto riportato.

526 studenti hanno dichiarato di frequentare il biennio (41%) mentre il restanti 758 hanno dichiarato di frequentare il triennio (59%).
1.Dove senti parlare di religione cristiana: dalle risposte dei ragazzi è emerso che il 69% (880) attraverso l'insegnante di religione, il 44% (566) in famiglia e dal parroco, il 33% (428) dai media, il 30% (384) dai catechisti, l'11% (142) dagli amici, l'8% (107) dalle associazioni ed il 6% (74) ha dichiarato altro.
2.Quali ricordi ai legati al catechismo: il 41% (522) dichiara di aver imparato qualcosa sulla fede, il 35% (453) ricorda le attività svolte, il 33% (430) il campo scuola, il 26% (336) le nuove amicizie, il 14% (185) ha dichiarato che il catechismo non gli ha lasciato nulla, il 10% (129) sostiene che ciò che ha imparato influenza ciò che pensa e che fa oggi, il 9% (119) altro ed il 5% (65) non ha mai partecipato al catechismo.
3.Quali le motivazioni per le quali può essere interessante andare in parrocchia. Il 32% (411) sostiene che può essere interessante per migliorare come cristiano, il 30% (384) per incontrare gli amici, il 25% (322) per incontrare persone che possono ascoltare e consigliare il ragazzo stesso, il 21% (267) non ha motivi interessanti per andare in parrocchia, il 17% (212) per impegnarsi in un servizio (come catechesi, oratorio, ecc...), il 14% (183) ha dichiarato altro, il 12% (149) per divertirsi e l'11% (146) per ricevere i sacramenti.
4.Quali le possibili cause che allontanano i giovani dalla parrocchia. Il 30% (384) sostiene di aver altre cose da fare, il 24% (302) niente, il 18% (228) ha risposto altro, il 14% (178) afferma di essere anticlericale, il 13% (161) ha un rapporto distaccato con il parroco, al 12% (156) non piacciono le attività proposte, l'11% (145) non crede, il 6% (78) non ha ricevuto aiuto ad incontrare dio o a superare le difficoltà, il 4% (51) vive un rapporto distaccato con il catechista.
5.E’ stato chiesto, infine, se conoscono o meno il proprio Parroco e della Parrocchia: l'87% (1.113) degli intervistati conosce il nome del proprio parroco (solo il 13% - 171 - non lo conosce) e l'86%(1.103) conosce il nome della parrocchia in cui risiede (solo il 14% - 181 - non lo conosce).

Potendo selezionare più di una risposta, le percentuali posso dare una somma maggiore del 100%.

CONSIDERAZIONI

Dai dati emersi, seppur su di un campione dell’intera popolazione studentesca, – evidenzia il Portavoce del Vescovo – si evidenziano i seguenti punti:

a)I giovani tendono, a livello concettuale e formale, a porre sullo stesso piano la Chiesa come istituzione e la parrocchia. Ma tale dato, però, viene subito illuminato dal fatto che la maggior parte di loro hanno un bel ricordo della propria parrocchia grazie alle esperienze vissute assieme come campi scuola, uscite, giornate di condivisione. Quindi l’elemento centrale che emerge in questo primo punto è il seguente: la parrocchia è chiamata ad essere un luogo di «significativo passaggio» dove il giovane arriva a motivo della catechesi dell’iniziazione cristiana (confessione, comunione, cresima) e proprio in questo periodo la parrocchia deve poter offrire percorsi di belle e sane relazioni. Più che i discorsi da impartire, mediante incontri di catechesi, dall’età delle scuole medie in avanti è importante far vivere ai ragazzi esperienze dirette di condivisione, di vita comunitaria dalle quali, ovviamente, trarre i contenuti. I dogmi vengono avvertiti e sentiti come lontani se non sono legati al vissuto esperienziale. Parrocchie non più pensate come ambienti sterili, stanze, ma luoghi di vita, dove si ritrovi il gusto per passare tempo, impegno, amicizie.
b)Un secondo elemento di fondo è evidenziato dalla coerenza di vita che viene chiesta a sacerdoti, Vescovo, Papa con stili concreti. Come a dire: ciò che viene annunciato dall’ambone e nelle omelie sia realmente vissuto (o almeno come tentativo e sforzo) in prima persona. Le prime omelie non sono quelle proclamate – evidenzia pertanto Don Ruggeri – ma quelle vissute: dal modo di gestire i soldi, la macchina, il vestito, la casa, le relazioni, l’attenzione alle situazioni difficili come separati, divorziati, ecc. Quindi l’elemento centrale che emerge in questo secondo punto è il seguente: la parrocchia è chiamata ad essere un luogo di «testimonianza di coerenza tra parola e vita» dove al centro non ci sta solo il sacerdote, ma tutta la parrocchia, dai bambini agli anziani. Ad educare un giovane non è un prete, un solo insegnante o un solo genitore, ma una nuova capacità di generare relazioni educativa da adulti maturi, che devono comportarsi da adulti e non da atteggiamenti di adolescenza prolungata.
c)Terzo elemento riguarda l’evangelizzazione e l’annuncio della fede. La catechesi tradizionale offre un primo approccio alla fede cristiana ai ragazzi e anche l’esperienza associativa (come Azione Cattolica e Scout per fare un esempio di forte presenza in Diocesi) è consapevole che deve fare un salto di qualità se vuole essere incisiva sulla vita del ragazzo. L’incontro di catechismo aiuta, ma non basta più. Bisogna ripensare la parrocchia partendo dal modo di educare alla fede passando attraverso la celebrazione della S. Messa, sempre più disertata dai giovani; dal modo di celebrare molti funerali di adolescenti e giovani, preziose occasioni di annuncio alla fede cristiana; la stessa rete di Internet non rappresenta un mezzo di annuncio ma è divenuto un modo culturale e concreto di formarsi e crescere la propria vita. Esperienze come il servizio civile, la mensa dei poveri, le case per disabili e anziani, esperienze in terre di missione sono i luoghi che i giovani cercano e qui debbono poter trovare una presenza di consacrato, sacerdote, coppia di sposi che aiuta a testimoniare la bellezza del donarsi. Quindi l’elemento centrale che emerge in questo terzo punto è il seguente: la parrocchia è chiamata ad essere un luogo di «visibilità di Gesù nei luoghi e nelle persone concrete». Per fare una esperienza in terra di missione non è necessario essere credenti e praticanti; segno, questo, che evidenzia come il Signore arrivi al cuore dell’uomo al di là della vita parrocchiale. Alla parrocchia, pertanto, il compito di porre al centro la figura di Cristo indicando ai ragazzi e ai giovani luoghi, esperienze, ambienti dove poterlo riconoscere. Di qui un forte scossone e un obbligato ripensamento della stessa catechesi, ancora troppo scolastica e troppo finalizzata al solo sacramento. Quando invece la catechesi deve poter educare alla vita cristiana per tutti gli anni della vita della persona e non solo per il sacramento.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2011 alle 14:52 sul giornale del 15 giugno 2011 - 480 letture

In questo articolo si parla di chiesa, religione, attualità, Diocesi di Fano, Giovani & Chiesa

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