Fano, la città che verrà

3' di lettura Fano 14/06/2011 -

Negli ultimi giorni si è molto parlato di strutture urbane e di grandi infrastrutture territoriali che possono modificare l'assetto dell'intera città nei prossimi decenni.



Affrontare e risolvere queste tematiche è quanto mai importante perché il futuro della nostra città potrebbe essere di grandi orizzonti e di grande qualità, oppure tradursi in piccole e meschine soluzioni utili solo a qualche gruppo sociale e non di certo alla crescita dell'intera comunità. Penso innanzitutto alla questione del “teatro romano” patrimonio di interesse mondiale che non possiamo permetterci di perdere o di sottoutilizzarlo. Tutta l’area è di interesse archeologico (si potrebbe anche sperare di ritrovare la basilica di Vitruvio?). Testimonianze così importanti per la nostra storia locale, dovrebbero consigliarci di studiare attentamente gli interventi ,che comunque dovranno privilegiare l'interesse collettivo. Il futuro della nostra città si lega anche ad una riflessione sulla ex ferrovia Metaurense perché le ultime proposte per il suo riutilizzo come pista ciclabile è molto affascinante, ma ritengo, tuttavia, che non ci possiamo permettere un lusso e un giocattolo per bambini di ogni età. La pista ciclabile riguarderebbe un'attività del tempo libero destinata allo svago di una struttura che al contrario, dovrebbe favorire un migliore collegamento dei vari insediamenti della valle del Metauro ed in primo luogo Urbino con Fano e Pesaro.

Altro intervento di grande rilevanza per la qualità della vita della comunità è rappresentato dal riassetto delle piste pedonali ciclabili e dell'intera mobilità urbana. Le piste ciclabili dovranno rappresentare una alternativa alla viabilità veicolare; esse infatti, non possono rappresentare un uso ludico, ma dovranno diventare una integrazione alla mobilità attuale ,che a sua volta va ripensata e riqualificata. Va ribadito un fermo “no” al traffico di attraversamento della nostra città; vanno realizzati in modo strategico i grandi parcheggi “scambiatori”in prossimità degli ingressi alla città e, quindi, va riorganizzato il trasporto pubblico, privilegiando percorsi lineari ad alta intensità di percorrenza per incoraggiarne l’uso; andrebbe anche affrontato con serietà un diverso e più facile uso dei taxi,oggi praticamente non utilizzati. Anche il nuovo ospedale è argomento strategico per la “città che verrà”. Credo che non si tratti di individuare un luogo idoneo dove costruirlo, ma di riflettere sulle varie specializzazione diffuse nel territorio, mettendo “in rete” gli ospedali esistenti, evitando così la cancellazione di strutture territoriali importanti e la concentrazione in un solo luogo che paradossalmente,sarebbe destinato ad essere disagevole per molti e assai oneroso per la collettività.

La grande proposta di questi giorni,di spostare la ferrovia nazionale litoranea, è un argomento di grandissimo interesse che andrebbe approfondito e affrontato come un tema che può cambiare la qualità di vita delle città costiere, almeno da Pesaro ad Ancona. A questi sintetici punti di riflessione se ne potrebbero agevolmente aggiungere altri. Ma va subito detto che non si tratta di elencare tematiche ,ma di riconoscere che l’urbanistica è una disciplina complessa che va affrontata nella cornice della pianificazione dei vicini Comuni, per poter avviare il grande proponimento di realizzare la città territorio, tema utopistico forse oggi, ma certamente importante se si vuole realizzare la città con grandi qualità strutturali. Dobbiamo dare risposte esaustive per proiettarci verso la nuova città e verso un futuro aperto ad una diversa convivenza... Oggi prepariamo, disponiamo, organizziamo la città di domani: la nuova città territorio.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2011 alle 18:06 sul giornale del 15 giugno 2011 - 576 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, Gianni Lamedica, architettura

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