2 Sì per l'Acqua Bene Comune: 'Ricci & Aguzzi due facce della stessa medaglia?'

2 si per l'acqua pubblica Fano 14/06/2011 -

In risposta alle dichiarazioni effettuate da Ricci ed Aguzzi rispetto alla situazione della gestione del SII dopo il voto, come comitato referendario provinciale "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" e comitato ACCAdueò in qualità di promotore del referendum, desideriamo effettuare alcune considerazioni.



“Rafforzare il ruolo del pubblico all'interno di Marche Multiservizi”; se è questa la linea chiara del presidente della provincia Matteo Ricci è chiaro che il PD sta volontariamente disattendendo quello che la cittadinanza ha espresso con il voto referendario, e cioè il ritorno ad una gestione pubblica del servizio, fuori dalle regole del mercato e senza profitti da parte dei privati sul diritto inalienabile che è l'accesso all'acqua. L’esercizio 2010 di Marche Multiservizi s.p.a. ha prodotto un utile di 4,6 milioni di euro, molto più alto anche dell’anno precedente, distribuito in dividendi per gli azionisti e non utilizzato per autofinanziamento degli investimenti nell’anno successivo (finanziamento che viene invece coperto con il ricorso al debito bancario). Aumenti tariffari, acquedotti spesso rotti, tubature obsolete, servizi depurazione inesistenti, con anche attesa di rimborso del canone di depurazione ingiustamente fatturato agli utenti nelle zone ove depurazione non è presente e tantomeno in progettazione, indebitamento con le banche e spartizione di utili: sarebbe questa una politica a favore dei Comuni e della popolazione?

Oppure chi ci guadagna sono solamente i soci azionisti privati? Il ritorno a una gestione fatta da aziende speciali consortili totalmente pubbliche sarebbe un auspicabile traguardo ed il sindaco di Fano Aguzzi sta spingendo verso la direzione giusta incitando i Comuni a ritirare le proprie partecipazioni da MMS, tuttavia la coerenza urla vendetta e sembra strano che tali considerazioni vengano dal pulpito che governa con le principali forze privatizzatrici del nostro paese. Non a caso ASET è ancora una s.p.a., società di diritto privato, ed anche se totalmente a partecipazione pubblica, deve comunque sottostare alle logiche di un mercato che vede il profitto vincitore nei confronti del diritto di accesso all'acqua.

Può essere il mercato l'unica logica a cui deve sottostare un amministratore nel momento di effettuare una decisione? E se la sua decisione è antieconomica, il servizio al cittadino non viene erogato? È lecito pensare che ci debbano essere alcuni servizi sociali che devono essere erogati per forza, anche se il comune va economicamente in perdita, ed è lo stato che deve garantirne la copertura economica? Queste sono le domande cui, dopo l'esito referendario, i nostri amministratori sono tenuti a rispondere e la logica del privato è di certo la strada sbagliata. Dal canto nostro, cioè dei cittadini, la risposta la conosciamo e il referendum ne è la riprova.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2011 alle 17:28 sul giornale del 15 giugno 2011 - 1209 letture

In questo articolo si parla di attualità, referendum, acqua, 2 si per l'acqua pubblica

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/l6I


"Lo popolo" ha detto basta con i bugiardi con i venditori di fumo.
Vogliamo i giovani onesti e responsabili.