'Per esempio', una lettera dalla figlia di Adriano Olivetti

Per esempio un momento della rassegna Fano 11/06/2011 -

La rassegna ‘Per esempio’ è tra le più lodevoli e simboliche iniziative in questo 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. L’idea che mio padre possa figurare insieme ad altri tre esempi come padre Pino Puglisi, Antonio Gramsci e Maria Montessori è un importante riconoscimento per la vita e l’attività di un uomo la cui memoria è spesso caduta nell’oblio, ma di cui resta un messaggio forte. Grazie dunque alla Provincia di Pesaro e Urbino e all’Amat per avergli dedicato questa serata”.



E’ un passo della lettera scritta dalla figlia di Adriano Olivetti, Laura, impossibilitata a partecipare all’appuntamento di “Per esempio… modelli e testimonial del possibile” in cui è stata focalizzata l’attenzione sull’impresa umanistica di Olivetti.

Un incontro che, aperto dall’assessore provinciale Tarcisio Porto con la partecipazione straordinaria dell’autrice e poliedrica attrice teatrale Laura Curino (che ha recitato brani dal suo spettacolo sulla figura di Olivetti), ha visto confrontarsi, coordinati da Letizia Dini, importanti testimoni del nostro tempo che hanno raccolto l’eredità morale di un uomo capace di mettere al centro della sua attenzione le persone, prima ancora del profitto: Enrico Loccioni, presidente e fondatore dell’omonimo gruppo marchigiano leader nell’innovazione tecnologica (premiato per sei anni consecutivi come azienda dove si lavora meglio in Italia), Laura Gemelli, professore associato di Storia contemporanea all’Università di Bologna ed esponente della Fondazione Olivetti (insieme a Laura Olivetti ha dato vita al Comitato scientifico) ed il regista e produttore indipendente Michele Fasano, che ha realizzato un film documentario completo su Olivetti, dal titolo “In me non c’è che futuro”.

Importanti momenti della vita dell’ingegnere e imprenditore di Ivrea (che fu anche sindaco, senatore, editore, saggista e tanto altro ancora) sono stati leggi e interpretati da Valeria Alegi, Cristian Della Chiara e Francesca Rossi. Tante le riflessioni, proseguite anche nel dibattito a cura dell’associazione “Attimo storico”. Su tutte, l’idea che Olivetti aveva di “azienda con un ruolo sociale”, la capacità di innovare, di guardare sempre avanti, di rompere le regole della produzione per creare un’impresa a misura d’uomo, con la presenza anche di intellettuali e letterati, essendo la cultura considerata un importante strumento di emancipazione sociale delle classi più povere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2011 alle 17:33 sul giornale del 13 giugno 2011 - 396 letture

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