Caritas di Fano: i referendum ci chiamano al voto come cittadini e come cristiani

referendum Fano 10/06/2011 -

Ci troviamo a rompere il consueto riserbo ufficiale che come organismo ecclesiastico manteniamo in occasione delle votazioni. Ma i referendum del 12 e 13 giugno non sono semplici votazioni. Si andrà infatti a votare sui diritti dell’uomo e non ci è consentito di non prendere una posizione chiara su acqua e nucleare.



L’acqua è dono di Dio. L’acqua è bene comune. Sull’acqua non si possono fare profitti. Come scrive il Compendio della dottrina sociale della Chiesa “L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale. ... Il diritto all’acqua, come tutti i diritti dell’uomo, si basa sulla dignità umana, e non su valutazioni di tipo meramente quantitativo, che considerano l’acqua solo come un bene economico. Senza acqua la vita è minacciata. Dunque, il diritto all’acqua è un diritto universale e inalienabile»”. I poveri, che abbiamo sempre messo al centro della nostra missione, vanno primariamente sostenuti con leggi giuste che ne salvaguardino i diritti Per lo stesso motivo riteniamo che, oggi la scelta del nucleare vada contro gli interessi profondi della comunità umana. La sua pericolosità in un territorio sismico come quello italiano, i suoi enormi costi, sono antitetici all’idea che abbiamo di bene comune.

Facciamo dunque nostre le parole di Benedetto XVI pronunciate in occasione della giornata mondiale della pace 2010: “Auspico, pertanto, l’adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità. Tante sono oggi le opportunità scientifiche e i potenziali percorsi innovativi, grazie ai quali è possibile fornire soluzioni soddisfacenti ed armoniose alla relazione tra l’uomo e l’ambiente. Ad esempio, occorre incoraggiare le ricerche volte ad individuare le modalità più efficaci per sfruttare la grande potenzialità dell’energia solare”. Un'idea ribadita con ancora più forza ieri nel discorso a sei nuovi ambasciatori della Santa sede.

Per questo motivo, proprio in quanto “organismo pastorale costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana al fine di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica” (art. 1 del nostro statuto) invitiamo come Caritas tutti i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà a votare sì al referendum del 12 e 13 giugno. Sì all’acqua come bene comune, sì a uno sviluppo energetico che mette al centro l’uomo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2011 alle 13:18 sul giornale del 11 giugno 2011 - 564 letture

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