Il furto della 'scheda referendaria', l'impegno del Presidente Matteo Ricci

radicali marche Fano 09/06/2011 -

L'Associazione Radicali Marche esprime le proprie felicitazioni sulla denuncia di Matteo Ricci riguardo all'”oscuramento mediatico scandaloso” che si è registrato, ed è ancora in atto, sui referendum.



Noi Radicali denunciamo da anni questo furto della “seconda scheda costituzionale” da parte dei partiti. La tecnica di censura dei temi referendari da parte dei massimi organi di informazione e la chiamata all'astensione ha portato a non raggiungere il quorum nelle consultazioni referendarie che si sono tenute dal 1997 al 2005 impedendo importanti affermazioni di diritti civili quali l'abolizione del divieto di fecondazione eterologa o di palesi ingiustizie partitocratiche come nel caso dell'eliminazione del rimborso spese per le consultazioni elettorali.

In definitiva, l'istituto referendario, così come disegnato dalla Costituzione repubblicana, è ormai distrutto. Agli italiani è oggi concesso l'uso della “seconda scheda” solo in forma plebiscitaria e, ancor peggio, quando le componenti del Regime di Partiti italiano lo scelgono. L'iniziativa del Presidente Matteo Ricci, se presa ad esempio anche dalla dirigenza del suo partito, potrebbe e dovrebbe portare all'inversione di questa tendenza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2011 alle 18:44 sul giornale del 10 giugno 2011 - 318 letture

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