PD: 'Quattro Si'

Voto referendum Fano 05/06/2011 -

Più di 50 milioni di italiani il 12-13 giugno potranno esprimere, liberamente nel segreto delle urne, le loro idee su quattro questioni determinanti per il futuro di una Italia migliore.



Oggi più che mai è importante andare a votare. E' importante non solo raggiungere il quorum ma che il responso delle urne esprima una percentuale dei Si vincente. In una Italia in cui la politica, della destra che ci sta governando, è sempre meno capace di guidare i processi di trasformazione profondi e dove l'alternativa d'avanguardia, adeguata ai tempi moderni non è ancora pronta, il cittadino deve farsi sentire con chiarezza e dare forza a chi crede nella cosa pubblica. Ci sono alcuni, pochi servizi fondamentali in uno Stato che debbono essere gestiti dalla collettività e per la collettività. Un`impresa che vuole realizzare profitti deve e può fare altro, in altri mille campi diversi. Le logiche di mercato non possono essere le stesse per la benzina, il gas e l`elettricità tanto meno per l'acqua. E` una cosa diversa. E per testimoniarlo, andiamo a votare convintamente SI!

La prima scheda di colore rosso, propone di abrogare, eliminare una legge che privatizza la gestione dell'acqua. La scheda di colore giallo, propone di abrogare, eliminare una legge che consente al gestore di aumentare la bolletta fino al 7% in più, se lo ritiene necessario, senza che questo venga investito per migliorie sull'infrastruttura. La vittoria dei si riaprirebbe nei territori e in tutto il paese la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali”. Con la terza scheda di colore grigio, si chiede di abrogare, eliminare votando sì, la legge che promuove l'energia nucleare in Italia. L’Italia tentò di produrla dal 1963 al 1990. Il processo fu interrotto intelligentemente allora dai referendum del 1987. A pochi mesi dal disastro di Chernobyl i cittadini stabilirono l'abbandono dell’energia nucleare da parte dell’Italia. I governi di destra negli anni hanno discusso molto dell’eventualità di un ritorno a tale energia ma il nucleare è ancora oggi una tecnologia pericolosa. Come dimostrato dalla tragedia giapponese di Fukushima non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività.

Anche i partiti originariamente favorevoli oggi hanno deciso di lasciare libertà di coscienza ai propri elettori. In fine il quarto quesito riguarda uno dei principi più importanti per la vita democratica di un paese: la legge è uguale per tutti: l' ultima scheda, di colore verde chiaro, chiede di eliminare la norma che consente al presidente del consiglio o a un ministro di non presentarsi in aula in sede di processo penale invocando il legittimo impedimento. In caso di vittoria del Si il presidente del Consiglio e i ministri, come è giusto che sia, sarebbero trattati come tutti gli altri cittadini. Siamo tutti italiani.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2011 alle 15:39 sul giornale del 06 giugno 2011 - 457 letture

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