Mondolfo: Psi, 'Non si recupera il consenso cambiando nome al Comune'

Giuseppe Canicattì 03/06/2011 -

Lunedì sera, durante il primo Consiglio Comunale, il Sindaco Pietro Cavallo, dopo aver presentato i componenti del Consiglio Comunale e quelli che andranno a ricoprire i vari assessorati, ha esordito, nel suo intervento, di prevedere la possibilità di cambiare la denominazione del Comune da: “Mondolfo” a: “Mondolfo - Marotta”.



Secondo il primo cittadino, in questo modo, si potrà ottenere maggior coesione territoriale e sociale e, nel contempo, recuperare fiducia e consensi da parte di tutti i cittadini e, in particolare, di quelli che, in buona sostanza, nella ultima tornata elettorale avrebbero fatto perdere voti alla coalizione di centro sinistra, pur risultando vincitrice. Tale dichiarazione ha lasciato esterrefatti, non solo i componenti del Consiglio, ma anche il pubblico presente. Il Partito Socialista nel precisare che, le dichiarazioni del primo cittadino di Mondolfo sono del tutto personali, vuole dissociarsi in quanto la proposta non è stata ne concordata ne tantomeno condivisa. Secondo il Segretario del P.S.I. le vere cause della flessione elettorale della lista Uniti nel centro sinistra, sono ben altre e molteplici così come la mancata elezione di donne e giovani.

Alcune di queste sono: 1)-la crisi economica e finanziaria nazionale, tagliando importanti risorse economiche ai Comuni, ha limitato la possibilità, per questa amministrazione di spendere i tradizionali “ incentivi “ elettorali, opere pubbliche visibili, arredi urbani, sostegni sociali ecc.. Nello specifico il Comune di Mondolfo è stato obbligato ad impegnare quasi tutta la sua capacità di assunzione mutui per realizzare il collettore fognante di fondo valle, atteso da 20 anni circa, pena il blocco edilizio a monte dell’autostrada e tutti sanno che le opere sotto terra, non essendo visibili, non portano voti; 2)- i benefici economici derivanti dall’attuazione delle previsioni urbanistiche sono stati giustamente, in parte, utilizzati attraverso il “Contributo di solidarietà “, al completamento del collettore fognante ma la lentezza nell’iter di approvazione dei progetti di lottizzazione, per la mancanza di un numero adeguato di figure professionali presso l’ufficio Urbanistica, capaci di accelerare le procedure amministrative e la mancata adozione, entro la legislatura, di importanti strumenti di programmazione, ha finito per allontanare il tradizionale consenso che si raccoglie promuovendo queste iniziative amministrative; 3)- La scomparsa dell’organizzazione capillare dei vecchi partiti ha determinato il mancato e graduale rinnovamento del ceto politico-amministrativo con l’affiancamento, per cooptazione, ai vecchi Leaders carismatici, di altri nuovi,capaci di continuare ad attrarre quel vasto consenso di cui godeva il centrosinistra nel Comune di Mondolfo; 4)-La difficoltà ad intercettare il consenso di un corpo sociale in costante mutazione, soprattutto a Marotta (Forte immigrazione proveniente dal sud, presenza importante di stranieri comunitari con diritto di voto) che, non trovando alcun riferimento politico, ha disertato le urne elettorali.

Sicuramente, invertire la marcia recuperando consensi e coesione sociale, si può, non certo cambiando la denominazione del Comune ma, secondo il mio avviso, prima di tutto stando tra la gente e conquistandosi la loro fiducia ogni giorno e non ogni 5 anni quando è il momento di votare, poi, grande disponibilità e capacità ad intercettare i loro bisogni dando risposte e soluzioni concrete in tempi certi e brevi. Pertanto, l’ultimo campanello d’allarme è suonato. Se si commetteranno altri errori la prossima partita è da considerarsi persa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2011 alle 18:45 sul giornale del 04 giugno 2011 - 481 letture

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