Cagli: Italia Nostra contesta la collocazione del Mascherone a Serra de' Conti

Serra de' conti Fano 02/06/2011 -

Serra de’ Conti dagli anni ‘70 è stato, come pochi altri, un comune pioniere nella valorizzazione della propria cultura: basti pensare alle pubblicazioni e alle conferenze storiche, al recupero del proprio patrimonio artistico e monumentale, alla valorizzazione delle tradizioni (museo arti monastiche, prodotti tipici) ecc.



Da alcuni anni però l’interesse per i beni culturali locali è progressivamente diminuito, come se fosse ormai un dato acquisito e non sollecitasse più alcun desiderio di scoperta. L’esempio più evidente è costituito dal Museo delle Arti Monastiche, che dopo un iniziale entusiasmo, si è come ripiegato su se stesso, quando avrebbe potuto diventare il propulsore di importanti proposte culturali legate alla cultura monastica. Una certa diminuzione di interesse c’è stato anche per il centro storico, come testimoniano recentemente alcuni interventi sulle mura castellane e su edifici privati.

In compenso si è affermata un tendenza un po’ provincialistica a mutuare i modelli e le proposte culturali altrui invece di valorizzare le proprie peculiarità e i propri caratteri distintivi. Così per molti anni si è preferito rivolgere l’attenzione ad esperienze artistiche contemporanee di carattere nazionale, importando proposte culturali preconfezionate, che hanno dato luogo a manifestazioni sicuramente di qualità, ma estranee e sovradimensionate rispetto al contesto locale e che hanno lasciato un’eredità molto modesta e comunque non proporzionata al dispendio di energie e risorse impiegate.

Una di queste eredità è l’opaco mascherone dell’artista Cagli, che campeggia da qualche tempo sulle mura castellane in prossimità della Porta della Croce, perché sembra che non si sia stato trovato altro posto in cui collocarlo per le sue notevoli dimensioni; probabilmente lo stesso motivo che ha indotto il precedente proprietario a donarlo al comune.

Ci si chiede quindi giustamente che cosa abbia a che fare una forma artistica del genere con le mura medievali di Serra de’ Conti; quale sia il suo significato e quale fosse la destinazione originaria per la quale è stata commissionata. Un esempio più lampante di decontestualizzazione di un’opera d’arte non potrebbe esserci e quindi una collocazione che svilisce sia il luogo che lo stesso oggetto d’arte.

Certe scelte dovrebbero essere più ponderate e rispettose del senso comune del bello. Perciò a nome del buon gusto e del rispetto dei monumenti, interpretando anche il desiderio di molti cittadini, chiediamo all’Amministrazione Comunale di provvedere alla sua rimozione e di trovargli una collocazione più adeguata e discreta, come del resto già indicato anche dalla competente Sovrintendenza.


da Italia Nostra
sezione di Senigallia e Valle del Misa




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-06-2011 alle 22:43 sul giornale del 03 giugno 2011 - 437 letture

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