Del Bianco: 'Le attese B5 rappresentano un Piano Casa comunale per la zona agricola'

2' di lettura Fano 23/04/2011 -

Il territorio fanese nelle zone agricole si ritrova ad avere abitazioni di tre tipi: case già coloniche originali (alcune censite e schedate, altre ruderi); case coloniche degli ‘60/’70 (bisognose di revisione); case che sono state modificate nel tempo nei loro valori architettonici caratteristici.



Va aggiunto, inoltre, che negli ultimi venti anni sono state demolite selvaggiamente molte case coloniche perché le stesse si sono ritrovate all’interno di comparti industriali e non solo. Va precisato che i fabbricati colonici hanno lo stesso valore sia che gli stessi si trovano nella vallata del Metauro o verso Monte Giove, in quanto la civiltà contadina ha subito in tempi successivi la discriminante dei valori paesaggisti diversi da zona a zona, dettati da piani urbanistici voluti dalla politica fanese, non sempre attenta e rigorosa. Errore imperdonabile, che non si deve ripetere, è stato quello di correr al servizio dell’economia e dell’industria per fare posto a disastri urbanistici e architettonici. Chi scrive è dell’avviso che un capannone di 3.000 mq non ha il valore di una casa colonica. In tempi di crisi un capannone sfitto è un valore non riconvertibile e rivalutabile e credo che sarà difficile prevedere la sua rottamazione o la variazione di destinazione d’uso, in quanto non c’è architettura. Dopo le considerazioni dovute è necessario salvare il salvabile! Con le zone B5 (zone residenziali di completamento di nuclei extraurbani esistenti) possiamo elaborare, a breve, il recupero di tutto il patrimonio agricolo, compresi i ruderi per i quali è necessaria una normativa specifica al più presto. Il recupero deve comprendere interventi di qualità nel rispetto dei valori esistenti e quelli progettuali, delegando il compito di valutare attentamente i progetti alle Commissioni (in particolare la Commissione Edilizia). Il Comune chiede agli altri enti di non ostacolare la fase urbanistica avviata sulle B5.

La provincia deve fare la sua parte con urgenza e pochi ostacoli, per poi andare in Consiglio Comunale ad adottare il Piano Particolareggiato. Lo hanno chiesto gli Ordini Professionali, le categorie associative come la CNA e la CIA, alle quali va il merito per l’interessamento. Non illudiamoci! La crisi economica che attraversiamo è al 25% della sua fase, e se non riusciamo a fare quello che la città di Fano chiede da tempo, meglio andare tutti a caso...o meglio...tutti in un capannone!


da Palmiro Del Bianco
componente della Commissione Edilizia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2011 alle 18:47 sul giornale del 26 aprile 2011 - 560 letture

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