Lupus in Fabula: le zone B5, ulteriore variante per pochi a danno del paesaggio agrario

La Lupus in Fabula| Fano 19/04/2011 -

Nonostante la considerevole quantità di abitazioni invendute e/o non affittate presenti nel territorio comunale causa la crisi strutturale in atto; nonostante che dagli incrementi annui di 1000 abitanti circa del periodo di elaborazione del PRG si sia passati agli attuali incrementi pressoché nulli; nonostante il recente Piano Casa, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, abbia spalmato su tutto il territorio la possibilità di apportare significativi ed estesi ampliamenti al patrimonio edilizio esistente, contribuendo non poco a gonfiare ulteriormente un offerta che non trova più alcuna corrispondenza con la domanda di nuove abitazioni, l’Amministrazione Comunale di Fano, per accontentare qualche proprio elettore, non trova di meglio che riproporre con specifica variante, l’ulteriore estensione delle famigerate zone B5 che costituiscono un “rozzo” artificio per rendere urbanizzabili aree agricole che altrimenti ai sensi delle norme vigenti dovrebbero invece rimanere tali.



Due domande sorgono spontanee che rivolgiamo sia al Comune ma soprattutto alla Provincia che dovrà esaminare l’eventuale variante:

- come possono qualificarsi zone B aree per le quali si prevede poi per la loro trasformazione l’attivazione di specifici Piani Preventivi di Attuazione? Si ricorda inoltre che per la qualifica di zona B la legge nazionale vigente prescrive la sussistenza di precisi rapporti dimensionali fra aree libere ed edificato dove quest’ultimo deve essere nettamente prevalente sulle prime.

- come sarà possibile certificare la conformità con il PTC vigente di una tale eventuale variante, quando lo stesso PTC, rispetto al problema del dimensionamento dei PRG dice testualmente che “ i Comuni in sede di redazione dei propri strumenti urbanistici non potranno prescindere, per determinare i rispettivi dimensionamenti complessivi, da ipotesi credibili ed attendibili sia rispetto alle dinamiche di sviluppo in corso….sia all’andamento del mercato immobiliare e quindi della domanda solvibile”? In una situazione fra l’altro in cui anche una recente ricerca commissionata dalla Regione, individua nel “Paesaggio Marchigiano” il più forte elemento di attrazione dei flussi turistici in essere, a livello urbanistico si continuano a portare avanti politiche scellerate e miopi che implicano una sua sempre più estesa distruzione e compromissione.

La Lupus in Fabula

Italia Nostra

Si fa presente inoltre che per il Comune di Fano, ma lo stesso discorso vale per tutti i PRG dei Comuni della Provincia, invece di continuare a fare Varianti "aggiuntive" a getto continuo, si dovrebbe attivare una rigorosa verifica delle previsioni in essere rapportandole ai radicali mutamenti intervenuti in questi ultimi anni a livello sociale, economico e demografico; il problema vero, se si vuol portare avanti una corretta politica urbanistica non è più quello di "aggiungere" ma bensì di "togliere" tutte quelle previsioni (e sono tante tante tante) ancora non attivate e rispondenti più a interessi "privatissimi" che pubblici. Chiediamo infine al Presidente della Provincia, che ha anche la delega all’urbanistica, di essere coerente con quanto afferma nel progetto “Provincia 2020-Progetti per una comunità più felice” dove ammette che “tutti i P.R.G. sono sovradimensionati” e si attivi quindi per ricondurre tali PRG a dimensioni più ragionevoli tramite rigorose verifiche critiche sviluppate quanto meno a livello intercomunale come del resto già prevede il PTC vigente."






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2011 alle 16:35 sul giornale del 20 aprile 2011 - 546 letture

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