Istituto Padalino, intervento di Mancinelli

2' di lettura Fano 19/04/2011 -

Tra la costruzione di scuole elementari ed asili in ogni contrada, come si è fatto nella prima metà del secolo scorso e l’addensamento nel centro storico, c’è una scelta ragionevole, in presenza di estesi conglomerati abitativi, indicata da tanti fattori, tra i quali, l’economia di tempo e di trasporto.



L’attuale piano regolatore prevede appunto una scuola media a Bellocchi ed il piano regolatore revocato si fondava proprio su una città policentrica. La previsione è legata ad un forte sviluppo residenziale ad ovest di Fano e già dalle frazioni di Carrara, Cuccurano e Bellocchi provengono molti giovani studenti che frequentano in ispecie la “Padalino”, costretti a spostarsi con perdite di tempo e di denaro, con aumento del traffico nelle ore di punta e di inquinamento. Non si tratta di chiudere la Padalino, ma di trasferirla. Non sarebbe una punizione, ma una scelta lungimirante. L'amministrazione comunale conosce bene ed ha avuto modo di ringraziare e complimentarsi per i lavori svolti da questa scuola soprattutto quest’anno, ed è certa che la nuova scuola a Bellocchi, avrebbe solo vantaggi. Intanto sarebbe la realtà culturale più importante del territorio di riferimento e quindi avrebbe tutte le attenzioni di genitori, istituzioni e imprese; poi, svolgerebbe un ruolo prezioso a livello sociale per l’integrazione delle nuove famiglie, ed avrebbe pertanto spazi e sostegni per ogni sperimentazione ed innovazione: sarebbe una scuola all’avanguardia: il nuovo si afferma dove ci sono energie fresche.

Si possono comprendere le opposizioni di chi è abituato a frequentare il centro, ma chi abita in periferia sa che il mondo continua fuori dalle mura e che anche fuori ci sono ragioni e diritti di crescere. Al contrario di quanto possa apparire a prima vista, il centro storico trarrà giovamento dalla nuova destinazione del Sant’Arcangelo ed i commercianti dovrebbero avere più fiducia nel cambiamento. Da ultimo e non per importanza, gli studenti a quell’età non sono ancora così autonomi (prendono il patentino solo nell’ultimo anno) da potersi recare in centro nel tempo libero; meglio, perciò, che vivano bene il loro quartiere, con servizi e istituzioni culturali, piuttosto che anonimi dormitori abbandonati al degrado ed al disagio, giustappunto, giovanile. Saranno queste frazioni in forte espansione a presentare situazioni sociali delicate da prevenire con intelligenza.

Franco Mancinelli






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2011 alle 17:22 sul giornale del 20 aprile 2011 - 557 letture

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