Contemplazioni d'arte...Arte in Ospedale

Contemplazioni d'arte...Arte in Ospedale 3' di lettura Fano 17/04/2011 -

Si inaugura giovedì 28 aprile la seconda tappa della mostra d'arte contemporanea permanente “Contemplazioni d'arte...Arte in Ospedale”. Un percorso espositivo che rientra in un ampio progetto di riqualificazione, accoglienza e umanizzazione, messo in atto dalla Direzione dell'Azienda Ospedaliera Marche Nord.



Un Ospedale diverso, concepito come luogo di assistenza ma anche un luogo in cui socializzare. Uno spazio in cui la vita continua a nutrirsi di affetti, di sentimenti, di suggestioni e di cultura. Questa mostra va in questa direzione.

Giovedì 28 aprile alle ore 11.00 sarà posto il secondo tassello per la costruzione di un ampio progetto culturale che comprenderà nel tempo tutta una serie di azioni culturali e mostre d'arte.

Il primo tassello composto da un contenuto nucleo di opere fotografiche è stato inaugurato a dicembre scorso nella sala d'attesa gessi dell'Ospedale San Salvatore di Pesaro, ed ha visto la partecipazione degli artisti: Massimo Festi, Alberto Barbadoro, Daniela Cavallo, Michela Pozzi, Veronica Dell'Agostino, Domenico Buzzetti, Alessandro Giampaoli.

Ed è appunto dalle poetiche affrontate e dal luogo in cui sono state allestite queste opere che deriva il titolo di questo evento: “ Contemplazioni d'arte...”, declinato poi in relazione ai diversi spazi espositivi. Il progetto , curato dal critico d'arte Roberta Ridolfi, in questa seconda tappa presso l'ospedale di Muraglia di Pesaro, si allarga nei linguaggi proposti, oltre la fotografia, si aggiungono opere pittoriche, murales, sculture ed installazioni, molte delle quali site specific e di grandi dimensioni. Gli artisti coinvolti provenienti da tutta Italia sono: Gianluigi Antonelli, Laura Baldini, Bue 2530, Rocco Dubbini, Giovanni Gaggia, Irwin, Dante Maffei, Rocco Natale, Samuele Niccolini, Stella Pellegrini, Michele Pierpaoli, Luca Sguanci, Johachim Silue, Giuliano Tamburini, Mona Lisa Tina, Rita Vitali Rosati.

La strategia dell'evento è quella di aprire l'ospedale alle arti, continuando quindi ad offrire ciò che il “mondo” fuori dall'ospedale offre. Una sala d'attesa si è trasformata dunque in spazio della contemplazione, un luogo in cui l'apprensione e l'attesa lasciano spazio all'osservazione e alla riflessione, o come nel caso di questa seconda tappa, l'ingresso ed i corridoi della struttura ospedaliera divengono galleria d'arte. Le opere d'arte divengono veicolo ideale alla socializzazione, aprono traiettorie emozionali, lasciano in chi le guarda qualcosa di se...in qualche modo, mettendo a proprio agio chi entra. Le tematiche offerte hanno costretto gli artisti a considerare le loro creazioni sotto un'altra luce, rimettendo in discussione i loro percorsi, spesso anarchici, almeno dal punto di vista espressivo. Nello spirito di quest'ottica innovativa, è stato possibile valorizzare ulteriormente i singoli linguaggi, conferendo a queste creazioni una nuova insperata e sconosciuta vitalità.

Nella sale, negli ingressi e nei passaggi comuni, appositamente allestiti per ospitare queste opere, la natura emerge nelle sue variabili sfaccettature, proponendo sfide emotive, offrendo connessioni sensoriali insospettabili. L'arte anche di questo è capace, permette il passaggio dal reale all'immaginario, dal mnemonico all'onirico, dal se all'altro...accompagna passioni, suscita azioni e comportamenti.

L'arte sa conversare del bello estetico, dell'oscuro, sa che l'ironia ed il dolore sono componenti essenziali dell'esistenza. La creatività rifugge il luogo comune che vorrebbe l'ospedale come spazio del dolore, l'opera d'arte si rispecchia da sempre nel substrato psicologico e culturale di chi l'osserva e qui, in questi luoghi, ha più che mai diritto e dovere di esistere.

Ancora una volta, attraverso queste mostre, confermiamo che la cultura visiva ha un grande ruolo sociale, non solo estetico, poiché ciò che vediamo in un opera d'arte è spesso ciò che siamo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2011 alle 18:30 sul giornale del 18 aprile 2011 - 1763 letture

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Benissimo le inziative d'arte come questa. Anche se il vero capolavoro sarebbe la riorganizzazione della sanità di oggi, cioè dei due ospedali di Fano e Pesaro, Santa Croce e San Salvatore... Per noi fanesi anche con l'aiuto di San Paterniano, che se proprio non è ccome San Gennaro per i napoletani a San Salvatore mancò lo vede!