Istituto Padalino, interviene Fano dei Quartieri

la fano dei quartieri logo 2' di lettura Fano 15/04/2011 -

Nei mesi scorsi avevamo plaudito alla dimostrata intenzione da parte dell’amministrazione comunale nel voler ridisegnare le regole ed i ruoli per dare spazio alla partecipazione popolare dopo l’abolizione delle Circoscrizioni.



In tutta risposta, a dimostrazione dell’alta propensione alla chiacchiera da parte di questa giunta rispetto al fare, assistiamo alle tristi vicende dell’Istituto scolastico Padalino e di come i cittadini, e lo stesso preside, si siano trovati di fronte al fatto compiuto da parte di un’amministrazione sempre arrogante e prepotente con i cittadini ma mite ed accondiscendente con i forti. La scesa in campo della lista civica La Fano dei Quartieri fu proprio a garanzia della partecipazione popolare perché eravamo fortemente convinti, ed i fatti ci danno ragione, che le attuali forze di governo, qualora vincenti, non avrebbero garantito ai cittadini un sistema democratico di consultazione popolare tradendo le proprie origini e negando ad altri un diritto che a loro fu ampiamente riconosciuto.

Convinti dunque che il dialogo e la partecipazione popolare avrebbero apportato grandi benefici sia all’attuale discussione che alla Città, per quanto ci riguarda, condividiamo pienamente le legittime aspettative dei residenti delle zone periferiche nel vedere realizzato un istituto scolastico vicino a casa ma allo stesso tempo non comprendiamo (o forse lo comprendiamo troppo bene) perché questo legittimo diritto debba sempre, e comunque, avvenire a scapito di qualcuno o di qualcosa.

Ed allora perché non dare un chiaro segnale, una svolta, nell’approfittare di questa occasione per investire veramente e seriamente, e non solo a chiacchiere, nella Città per il bene di tutti? Perché non realizzare un nuovo Istituto nella periferia ed allo stesso tempo mantenere l’attuale Padalino recuperando in quest’ultimo nuovi spazi per laboratori, sale convegni, spazi per concerti e/o rappresentazioni studentesche, centri di aggregazione per il doposcuola, aule attrezzate ecc., migliorando dunque la struttura e, di fatto, l’offerta formativa garantendo, inoltre, classi meno affollate? Oppure …state già pensando di svendere cultura e storia della nostra Città, patrimonio di tutti, a favore di pochi?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-04-2011 alle 17:26 sul giornale del 16 aprile 2011 - 543 letture

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