Ospedale unico, interviene il circolo Nuova Fano

circolo nuova fano Fano 13/04/2011 -

Con la nascita del Comitato a Difesa del Santa Croce pensavamo ed auspicavamo, ma a questo punto ci illudevamo, che il dibattito sulla Sanità in generale, e sull’ipotesi di Ospedale Unico in particolare, si elevasse, depurandosi dai personalismi e dalle demagogie che troppo spesso offuscano il dibattito politico. Purtroppo ci siamo sbagliati.



Il recente convegno su Ospedale Unico o Due Ospedali ha mostrato come il Comitato stesso si sia fatto sopraffare dalla propagando politica di alcuni coorganizzatori, i quali hanno mistificato le parole dette dagli oratori contribuendo a disinformare i cittadini. Il concittadino Dott. Tiziano Carradori, top manager dell’Asur di Ravenna, e relatore del convegno, è stato presentato come la persona in grado di proporre un progetto di sanità favorevole al mantenimento delle due strutture ospedaliere Fano - Pesaro ed assolutamente contrario alla creazione di una struttura unica per la nostra provincia; tutt’ora si millanta questa tesi nonostante il Dott. Carradori non abbia assolutamente detto questo. Sia Carradori che il suo collega Carmine Ruta dell’Asur di Ancona hanno condiviso le stesse premesse: c’è un problema di insostenibilità della spesa sanitaria nazionale, per questo il governo centrale ha imposto consistenti tagli ai budget (per la Regione Marche Ruta si è parlato di 80 milioni di euro) ed è quindi necessario razionalizzare la spesa, ottimizzando i costi, naturalmente senza incidere sulla qualità del servizio sanitario. Innanzitutto entrambi hanno indicato come non più sostenibile il numero delle aziende sanitarie oggi presenti, ritenendo improcrastinabile la necessità di integrare, diremo “fondere” dal punto di vista amministrativo, più enti tra loro, incentivando i servizi territoriali, potenziando i servizi d’eccellenza ed eliminando i doppioni, anche perché il Patto per la salute del 2009 prevede che, affinché un ospedale funzioni al meglio, i posti letto scendano dagli attuali 4 per 1000 abitanti a 3 per 1.000.

Quindi l’integrazione funzionale è ineluttabile (anche se qualcuno continua ancora oggi a contestarla perché sarebbe stata fatta solo per salvare l’azienda di Pesaro) Per far fronte a tale situazione il Dott. Carradori ha esposto le soluzioni adottate nella sua realtà, le quali hanno portato alla integrazione funzionale di ben tre ospedali (Ravenna – Lugo e Faenza), mediante la istituzione di laboratori unici ed eccellenze dislocate in un unico luogo, avendo lui preferito optare per avere strutture più vicine ai fruitori dell’ospedale, ed ha concluso il suo intervento affermando testualmente: “io ho parlato della mia realtà perché non conosco esattamente la vostra, ma vi dico che se ci fosse realmente la possibilità di un simile finanziamento da parte dello stato, prima di girargli le spalle bisognerebbe pensarci non una ma tre volte, perché certi treni passano una volta sola…”

Allora ci pare corretto e onesto spiegare ai cittadini fanesi che lo stimato Dott. Carradori, invitato da coloro che non vogliono l’Ospedale Unico per sostenere la loro tesi, ha terminato il suo intervento gelando gli organizzatori e dicendo apertamente di non essere a priori contro un nuovo ospedale laddove sia finanziabile. Ora, se interpretiamo le sue considerazioni con i dati forniti dal Dott. Carmine Ruta, capiremo chiaramente che la parte conclusiva del Dott. Carradori non è stata mai citata dai politici perché forse i due sarebbero giunti alle stesse conclusioni. Il Dott. Ruta ci ha spiegato infatti, che, poiché lo Stato non ha destinato fondi alla Regione Marche dal 1993, esisterebbe un accordo di programma che permetterebbe il finanziamento di progetti di questo tipo, vale a dire: lo Stato sarebbe disposto a finanziare la Regione Marche se questa fosse in grado di presentare un progetto che preveda la creazione di una o più strutture nuove che permettano di accorparne altre, razionalizzando ed ottimizzando la spesa. Considerando che il bacino d’utenza degli ospedali di Fano e Pesaro è inferiore a quello del solo Ospedale di Ravenna, e non ci sarebbero quindi problemi di realizzare una struttura sottodimensionata, e che, individuando una posizione baricentrica, la nuova struttura si allontanerebbe dai centri abitati delle due città di appena 6 km, e non ci sarebbero quindi nemmeno problemi di allontanamento della struttura dai suoi fruitori, se glielo avessero chiesto, forse Carradori ci avrebbe consigliato di tentare di “salire nel treno in corsa”.

Detto questo, sentite le opinioni dei manager competenti, anche estranei alla Regione, non possiamo a priori rifiutare il dialogo sull’ipotesi della realizzazione di una struttura unica, pur riservandoci di valutare quelli che saranno i dati essenziali e non ancora disponibili: localizzazione e progetto realizzativo finanziabile. E tale atteggiamento favorevole non deve comunque distoglierci dalla tutela del Santa Croce e della nostra Sanità in generale fino all’eventuale taglio del nastro della nuova struttura, se mai ci sarà. Tutela del Santa Croce vuol dire pari dignità fra le sue strutture oggi esistenti, ma effettiva integrazione e tutela della Sanità in Generale vuole anche dire che se per ottimizzare la gestione, la funzionalità e l’operatività di un reparto, attualmente presente nelle due strutture, è necessario che venga fatto un accorpamento, perché aumentando i numeri si eleverebbe anche l’eccellenza dello stesso, ebbene allora i politici devono farlo! dismettendo i panni dei tifosi di calcio per perdersi in sterili campanilismi e propagande elettorali a difesa dei loro orticelli. Se l’integrazioni funzionale deve essere fatta in vista di una struttura unica futura, allora questa deve essere programmata sin da subito, anche con scelte che possano sembrare impopolari, perché il rischio è che se ci perdiamo in battaglie di basso campanilismo, allora si che faremo il gioco di Ancona e la nuova struttura non potrà che essere una bellissima scatola vuota.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-04-2011 alle 18:21 sul giornale del 14 aprile 2011 - 545 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, fano, ospedale, pesaro, Circolo Nuova Fano

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