Ricci incontra la Giunta di Confindustria Pesaro Urbino

ricci, pagliano Fano 31/03/2011 -

“Dobbiamo continuare a fare gruppo per il benessere del territorio, approfittando della crisi per fare della provincia di Pesaro e Urbino un brand da promuovere sia in Italia che all’estero”. Così il presidente degli industriali pesaresi, Claudio Pagliano, al termine della riunione della giunta con il presidente della Provincia, Matteo Ricci. 



“Come imprenditori – ha aggiunto Pagliano – gli abbiamo riconosciuto una chiarezza di linguaggio, lontano dal politichese, e la disponibilità che ci ha dato a portare nostre idee, proposte ed esperienze all’interno del Piano Strategico che proietta il nostro territorio al 2020”. Un progetto che – in larga parte – è piaciuto agli industriali pesaresi, i quali hanno chiesto “maggiore certezza sulle priorità e sui tempi di realizzazione”. Quello con Ricci è stato il primo incontro diretto con la giunta della Confindustria di Pesaro Urbino, ma non il primo con il presidente Pagliano, con il quale sono state già condivise azioni come il Piano delle attività estrattive, il potenziamento dell’A14, un dialogo più solido con Trenitalia, il sostegno alla disoccupazione e, in particolare, ad alcune aziende in crisi (“Siamo presenti su trenta tavoli”, ha sottolineato il presidente della Provincia). “Dobbiamo avere una visione di più lungo periodo nonostante la crisi e non galleggiare nel presente - ha detto l’inquilino di viale Gramsci -. Ma le risorse vanno ormai cercate solo a livello europeo, per cui è necessario pianificare e non improvvisare, procedendo come territorio, fuori dai campanilismi e identificando quattro-cinque grandi progetti per la nostra provincia”.

Sostanzialmente tre le aree di azione pensate da Ricci per recuperare il Pil provinciale, “tenendo conto che l’industria manifatturiera continuerà ad essere l’architrave della nostra economia”. “Il nostro elemento distintivo è la qualità della vita – ha aggiunto -. Quindi dobbiamo puntare sugli elementi che favoriscono questo nostro punto di forza, come turismo, green economy e urbanistica: sono grandi aree strategiche, che possono garantire occupazione e sviluppo, tamponando il calo di quei settori che oggi sono in crisi”. Da qui l’idea di “una comunità più felice” e la sperimentazione con l’Istat del Bil, per puntare ad essere non certo la provincia più ricca del nostro Paese (“non è alla nostra portata”) ma quella “leader nel benessere interno lordo”. Il tema del ruolo della nostra provincia è emerso più volte negli interventi degli industriali presenti nella Giunta: la richiesta è quella di far sì che Pesaro Urbino abbia più peso sia a livello regionale e che prenda atto del suo “ruolo di confine, alleandosi con i territori confinanti su progetti realmente strategici e senza farsi condizionare da ‘laccioli’”, come ad esempio per l’aeroporto di Rimini, la linea ferroviaria Fabriano-Pergola-Fossombrone. Un riferimento è stato fatto anche al progetto di federalismo, “che per le Marche deve significare un’occasione per attrarre risorse e, comunque, per non spingere cittadini e imprese a spostarsi verso territori dove sarà inferiore il peso fiscale”.

La burocrazia resta un ostacolo evidente allo sviluppo, anche in direzione di quello “ambientalmente compatibile”, tanto che gli imprenditori hanno lamentato “uno scollamento evidente tra la visione strategica e l’applicazione operativa a livello di uffici tecnici”, per cui si rende necessario “un cambiamento che va progettato realmente fino in fondo e non si limiti alle buone intenzioni”. “La piccola impresa sta soffrendo molto per l’uscita dal mercato di professionalità significative che rischiano di impoverire il manifatturiero - ha spiegato Pagliano, affrontando il tema della disoccupazione e delle risorse umane interne alle aziende -. E’ necessario che anche la pubblica amministrazione sostenga il manifatturiero di seconda e terza generazione, sostenendo e facendo evolvere il ‘saper fare’ che esiste ma rischia di restare fuori in questa fase di crisi e ristrutturazione aziendale”. Si spiega così la proposta fatta da Confindustria Marche per dare un incentivo alle aziende che affiancano un giovane al lavoratore più anziano.

Pagliano e Ricci hanno concordato di rivedersi per continuare a confrontarsi sulle cose da fare, per arrivare al 2013, l’anno che coincide con la programmazione europea, con progetti in grado di attivare le risorse disponibili fino al 2020.






Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2011 alle 17:46 sul giornale del 01 aprile 2011 - 446 letture

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