'L’Arte confiscata', le opere trasferite dalla Chiesa ai Comuni con l’Unità d’Italia

Madonna con Bambino e Santi a S'angelo In vado 3' di lettura Fano 22/03/2011 -

L’Unità d’Italia e la soppressione degli enti religiosi, un immenso patrimonio di immobili e opere d’arte, appartenente alla Chiesa, fu trasferito allo Stato e alle neonate amministrazioni comunali. Fu un’operazione enorme, che partì nel gennaio 1861 e che nel territorio provinciale interessò 29 Comuni, con la soppressione di 105 congregazioni religiose e conventuali.



Migliaia di opere d’arte diventarono così di proprietà dei Comuni (basti pensare alla Pala del Bellini, proveniente dalla Chiesa di San Francesco, oggi conservata nei Musei civici di Pesaro), che per la prima volta si trovarono a gestire e a dover tutelare un patrimonio culturale di consistenza enorme. Questo fenomeno complesso e ancora poco indagato è al centro del volume “L’Arte confiscata – Acquisizione post unitaria del patrimonio storico – artistico degli enti religiosi soppressi nella provincia di Pesaro e Urbino” (Il Lavoro Editoriale), realizzato dagli storici dell’arte Bonita Cleri e Claudio Giardini su iniziativa della Provincia di Pesaro e Urbino e della Banca Popolare Valconca, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa delle Marche e la sponsorizzazione dei Cantieri navali di Fano – Camm.

Il libro, che si inquadra nelle iniziative per i 150 anni dell’unità nazionale, verrà presentato sabato 26 marzo, alle ore 17.30, nel Salone Metaurense della Prefettura di Pesaro, in una cerimonia che è accreditata anche dal riconoscimento alla Provincia di una medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica, con gli interventi del prefetto Attilio Visconti, del presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Vittoriano Solazzi, del presidente della Provincia Matteo Ricci, dell’assessore provinciale alle Politiche culturali Davide Rossi, del presidente della Banca Popolare Valconca Massimo Lazzarini e del direttore generaleLuigi Sartoni, oltre che dei curatori del volume. Allieterà l’incontro il Quartetto d'archi dell'Orchestra Sinfonica "G. Rossini".

“L’Arte confiscata” vede la collaborazione e l’apporto scientifico di studiosi come Andrea Emiliani, Gilberto Piccinini, Riccardo Paolo Uguccioni, Marco Severini, Massimo Moretti, Massimo Frenquellucci ed inoltre sono presenti saggi introduttivi al lavoro di schedatura dei singoli Comuni, realizzati da giovani studiosi dell’Università degli Studi di Urbino, che hanno indagato tutto il patrimonio storico-artistico passato di proprietà e realizzato diverse schede di opere d’arte particolarmente significative per il fenomeno verificatosi. Un affascinante percorso di individuazione e riscoperta, arricchito da materiale fotografico.

“Il libro – evidenzia l’assessore provinciale alle Politiche culturali Davide Rossi – vuole essere un originale contributo dell’amministrazione ai festeggiamenti per i 150 anni dell’unità nazionale. Il nascente Stato unitario considerava l’acquisizione di questo patrimonio culturale come un valore fondante della nazione e ciò dovrebbe responsabilizzarci ancora oggi nel valorizzare e preservare queste opere d’arte”.

Come ricordato nel volume, le Marche furono, insieme all’Umbria, la prima regione dove avvenne il trasferimento dei beni ecclesiastici, con l’arrivo di commissari prefettizi per curare l’annessione al Regno d’Italia. Il lavoro di studio, inventariazione e registrazione di tutti i passaggi di queste opere d’arte proposto da Bonita Cleri e Claudio Giardini rappresenta dunque una preziosa testimonianza di quel periodo storico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2011 alle 11:05 sul giornale del 23 marzo 2011 - 560 letture

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