Sanità, D'Anna: 'La Regione piange miseria ma assegna 35 milioni di euro ai privati'

giancarlo d'anna Fano 21/03/2011 -

35 milioni di euro a tanto ammonta per il 2010 l'accordo contrattuale tra Zona Territoriale n. 8 e l'Istituto Santo Stefano S.p.a..



Non passa giorno senza un grido di allarme per i problemi legati alla Sanità pubblica. Dal disagio dei cittadini, costretti a lunghe liste d'attesa, ai malati, i disabili, i non autosufficienti,agli infermieri, specie quelli a tempo determinato preoccupati per il loro futuro, agli stessi medici che costretti al silenzio subiscono decisioni non condivise ne condivisibili, agli stessi sindacati preoccupati per il futuro dei loro associati ai centri, minori dell'entroterra dove il rischio di ritrovarsi senza servizi, sempre più concentrati sulla costa, sta diventando una triste realtà. Il ritornello della Regione Marche è sempre lo stesso: colpa dei tagli del governo nazionale. Si azzardano anche le cifre: 80 milioni di tagli.

In realtà non si tratta di tagli ma di mancati incrementi, che è cosa ben diversa, come diversa è la cifra. La crisi economica diventa la chiave di volta per portare a termine alcune operazioni impopolari di cui si parla da anni. Una per tutte l'Ospedale Unico Pesaro Fano, in realtà l'Unico Ospedale della provincia di Pesaro sotto l'egida del San Salvatore di Pesaro altrimenti destinato a chiudere i battenti come azienda. La crisi dunque giustifica tagli, accorpamenti, riduzione di personale, scarsità di materiale medico, qualità inferiore di materiale e di servizi. E' la crisi continuano a dirci. Non c'è stata crisi per il Cup e per la cooperativa che lo gestisce visto che per quel centro di prenotazioni si spendono, con nessun reale effetto migliorativo delle risposte, 12 milioni di euro.

Ma non c'è crisi nemmeno per i privati convenzionati come l'Istituto di Riabilitazione Santo Stefano S.p.a. Di Porto Potenza Picena al quale con accordo contrattuale con la Zona territoriale n.8 di Civitanova Marche per “prestazioni di riabilitazione” nel 2010 sono stati dati 35.282.951,85 euro. La Sanità pubblica piange miseria salvo poi versare nelle tasche di un solo privato oltre 35 milioni di euro per un solo anno. Qui è in atto lo smantellamento della Sanità pubblica a vantaggio del privato. Il caso del Santo Stefano è solo un sintomo di una “malattia”più grave che vede la sanità pubblica attraverso una serie infinita di convenzioni spingere verso una sanità dove il privato la faccia da padrone e il malato da portatore sano di denaro. La crisi c'è, ed è quella della mancanza di una seria e attenta politica sociale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2011 alle 17:00 sul giornale del 22 marzo 2011 - 530 letture

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