Caro gasolio, imprese dell’autotrasporto in crisi nera

3' di lettura Fano 21/03/2011 -

Gli aumenti alimentati dalla speculazione non possono scaricarsi su una categoria già in grande difficoltà che ha perso decine e decine di imprese. Quasi 2.000 le attività in ginocchio.



Gli effetti della speculazione nazionale e internazionale e le difficoltà conseguenti al conflitto in Libia e al disastro in Giappone, si stanno scaricando pesantemente sul versante dei prezzi dei carburanti. Negli ultimi giorni gli aumenti alla pompa hanno registrato punte da record assoluto, nonostante le rassicurazioni sui quantitativi delle scorte e sul fatto che, nell'immediato, non si sarebbero dovuti registrare incrementi dei prezzi. I dati parlano chiaro. Il costo del gasolio negli ultimi due anni è aumentato del 40% ( + 39,67% da gennaio 2009 ad oggi, + 25,08 % da gennaio 2010, + 8,62% solo dallo scorso gennaio) e la situazione rischia di avere pesanti ripercussioni anche sui trasportatori pesaresi. Rispetto ai costi generali di un’impresa di trasporto, la voce “gasolio” incide infatti per il 30%. E a proposito dei rincari che si annunciano in conseguenza del caro gasolio in tutti i settori, gli autotrasportatori Fita CNA di Pesaro protestano.

“Se aumentano i costi diretti - dice Riccardo Battisti, responsabile provinciale CNA Fita - gli aumenti saranno inevitabili anche nel trasporto. L’autotrasporto, già in fortissima crisi, non può fungere da ammortizzatore. Invece che di aumento delle tariffe di autotrasporto - prosegue Battisti - è più corretto parlare del risultato finale di una speculazione di cui i trasportatori non responsabili”.

Fita CNA, che associa quasi la metà delle aziende di autotrasporto della provincia, teme che, come già avvenuto nel 2008, anche in questa occasione le imprese non solo non riusciranno a riallineare in misura integrale le tariffe, ma saranno costrette a farsi carico degli aumenti. “Se non si interviene presto - continua Battisti - si rischia il collasso del settore e, di conseguenza, la paralisi dell’economia e della produzione. Non si tratta solo di salvaguardare le nostre aziende, ma anche di tutelare l’occupazione. La media degli addetti per azienda, in provincia di Pesaro, è di 2. Ciò vuol dire che sono in pericolo anche 4.000 lavoratori e altrettante famiglie”.

Fita CNA di Pesaro e Urbino chiede infine di istituire una commissione di verifica che accerti l’esistenza o meno di fenomeni meramente speculativi sul costo del gasolio ( non è chiaro infatti perché quando il costo del petrolio aumenta, l’adeguamento del costo del gasolio è immediato, mentre quando il costo cala, il prezzo rimane sostanzialmente invariato) ed annuncia forti azioni di protesta. “Ancora una volta viene scaricato sulle nostre spalle il peso di una situazione di cui siamo vittime. Ma - conclude Battisti - la misura è colma e questa volta il settore non rimarrà fermo a guardare. Le aziende sono pronte a mobilitarsi, anche nella provincia di Pesaro e Urbino”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2011 alle 14:56 sul giornale del 22 marzo 2011 - 535 letture

In questo articolo si parla di attualità, CNA Pesaro, gasolio, riccardo battisti

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