La corte europea sentenzia: la laicità è un concetto 'inclusivo'

Fano 19/03/2011 -

Ebbene sì, dopo avere riconosciuto, con la sentenza del novembre 2009, che una cittadina italiana ha il diritto di far educare i propri figli in un’aula pubblica nella quale non siano esposti simboli religiosi (nel caso della ricorrente, il crocefisso), e che la presenza del crocefisso prescritta in Italia invece nel ventennio fascista poteva essere lesiva della libertà d’educazione, la Corte europea si è rimangiata ieri, ma attenzione, solo in parte, ciò che aveva dichiarato.



Nonostante quindi in Europa non vi sia una legislazione omogenea rispetto alla esposizione in luoghi pubblici di simboli religiosi (qualche Paese li ammette, qualcun altro li tollera, altri li vietano), la Corte ha dichiarato che il concetto di laicità deve essere “inclusivo” e non “esclusivo”, ammettendo quindi per deduzione l’esposizione anche di più simboli, a seconda delle fedi religiose, nelle aule pubbliche. E chi non ha simbologie religiose, o perché ateo o perché agnostico o perché semplicemente, come tanti cristiani (vedi il bel comunicato di Noi siamo chiesa*) ritiene sciocco imporre sui muri le fedi? Si accontenterà forse di appiccicare alle pareti qualche foto o una bella opera d’arte … forse l’unica a rappresentare degnamente cultura e umanità al di là dell’ostentazione o della imposizione di bandiere e crocefissi.

Ebbene sì: la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia ha visto proprio la Chiesa cattolica, evidentemente immemore dello Stato pontificio e della sua, anche attuale, battaglia contro varie leggi dello Stato, intenta a dichiarare il suo “grande contributo all’ unità d’Italia”, eppure ancora una volta una sentenza sul simbolo religioso divide il paese: così, mentre i cattolicissimi leghisti difendono il crocefisso nelle aule pubbliche ma disertano il tricolore, e l’Udc tuona contro quelli che chiama “laicisti”, cioè i laici che invece non vorrebbero simboli né in Tribunali , ospedali o scuole, vediamo il pietoso carosello di dichiarazioni di entrambi questi schieramenti; la Lega la quale, di fronte allo scempio umanitario in Libia, si preoccupa solo si sbarrare l’accesso a qualche migliaio di disperati, o che invoca il federalismo perché “al sud sono ancora all’ottocento”. L’Udc che, di fronte al disastro nucleare in Giappone, schiera i suoi uomini nuclearisti in difesa dei propri interessi nella campagna italiana pro-centrali voluta dai grandi gruppi industriali europei.

Allora, se vediamo i crocefissi che vengono sbeffeggiati sui muri di aule pubbliche con queste grandi dimostrazioni di “cristianità”, appendiamo, nel rispetto della recente imbarazzata sentenza della Corte, due immagini a fianco, come sostegno morale: da un lato quella di Albert Einstein, fervente pacifista che mise in guardia contro il nucleare, e dall’altro quella di Simone Weil, filosofa cristiana nota per aver suggerito … che spesso nel mondo gli atei sono più umani dei credenti.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2011 alle 16:16 sul giornale del 21 marzo 2011 - 574 letture

In questo articolo si parla di attualità, Francesca Palazzi Arduini, crocifisso

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