Associazione Diogene: 'Dialoghiamo per arricchirci a vicenda'

teatro della fortuna 2' di lettura Fano 18/03/2011 -

Dopo una settimana di riflessione, vorrei tornare per un momento sull'incontro della "Cattedra del Dialogo" che si è svolto alla Sala Verdi del Teatro della Fortuna domenica 13 marzo, tra l'imam di Perugia Abdel Kader e il rabbino di Bologna Rav Sermoneta.



Iniziato con l'affermazione di fondamentale fratellanza da parte dell'uno e dell'altro, l'incontro ha avuto una seconda parte piuttosto burrascosa, con accuse reciproche di violenze del popolo dell'altro sul proprio popolo: Ebrei contro islamici e islamici contro Ebrei. Ora io vorrei spezzare una lancia a favore dell'incontro e a favore soprattutto di questo tipo di incontri, che da anni a Fano sono unici nel loro genere e che hanno portato tra noi (soprattutto nella precedente sigla "Cattedra dei Non Credenti") tutta una serie di personaggi di primo piano del mondo culturale italiano. La difficoltà di rapportarsi e di dialogare, evidenziatasi in quell'incontro, dimostra a mio parere quanto sia sempre più urgente incontrarsi, parlare, confrontarsi, litigare anche, con la passione che ognuno mette nelle cose in cui crede, ma che non bisogna fermarsi, perché i problemi sono reali, e il non parlarne non fa che acuirli e ingrandirli. In un mondo in cui l'incomunicabilità fra gli esseri è sempre più drammatica, questa finestra sulle persone, gli eventi e i problemi (culturali e sociali) deve rimanere aperta, anzi, dovrebbe essere potenziata, sostenendo anche chi con coraggio da anni ne è l'organizzatore. Tante volte si accusa questo tipo di manifestazioni di essere "accademie".

Domenica abbiamo visto che non è vero, perché c'è una passione che tocca la mente e il cuore, la passione per le cose profonde della vita, per la domanda di senso che brucia dentro tutti noi, il bisogno di infinito che hanno sia credenti che non credenti, che non sempre si estrinseca in modi caldi ed esperienziali, ma non necessariamente meno veri. Anzi, desidero aggiungere che se fosse per me tornerei volentieri alla denominazione originale di "Cattedra dei Non Credenti", creata a suo tempo da cardinale Carlo Maria Martini nella convinzione profonda che ci sia un credente dentro ogni non credente e viceversa. E' fondamentale che dialoghiamo, tutti, per arricchirci a vicenda del dono che ognuno di noi porta per gli altri, senza annullare le differenze, ma facendone oggetto di comunicazione, meditazione e revisione di vita e di pensiero. La vera umiltà passa oggi attraverso la convinzione di dover accogliere e ascoltare tutti, perché semi di verità sono anche laddove non crederesti mai.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2011 alle 15:17 sul giornale del 19 marzo 2011 - 590 letture

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