Pesca, rischio chisura per mancato dragaggio

Porto di Fano Fano 12/03/2011 -

“Chiusura anticipata per mancato dragaggio”. E’ lo spettro di un futuro negativo che si aggira nelle imprese di pesca che aderiscono a Lega Pesca Marche a Fano, Coomarpesca, Pesceazzurro, Consorzio Ittico Fanese, Associazione Produttori Pesca Adriatica, Coop. Piccola Pesca Ambrosini e Società del Mare Adriatico.



Per scongiurare la chiusura delle attività di pesca e per chiedere sicurezza nell’uscita e nell’accesso all’infrastruttura fanese, le cooperative hanno organizzato sabato, nell’area della Coomarpesca, un’iniziativa di protesta contro il mancato dragaggio del porto, per chiedere l’intervento della Regione Marche e del Comune. E proprio di fronte alla Regione e al Consiglio regionale andranno a protestare se non avranno risposte entro pochi giorni. I pescatori, che indossavano magliette bianche con la scritta, davanti, “A quando il dragaggio completo del porto di Fano?” e, dietro, “Dopo decenni d’inutili attese sono a rischio la vita e il lavoro dei pescatori”, hanno appeso striscioni e manifesti che rimarranno lì finché il dragaggio non sarà completato e per ricordare ai cittadini, e anche ai turisti, questo problema. Si sono, poi, spostati nella zona della Liscia, a ridosso del centro storico, dove hanno fatto un volantinaggio per spiegare ai fanesi la loro protesta.

“Sono dieci anni che dobbiamo affrontare le difficoltà di dover operare in un’infrastruttura portuale inadeguata al passaggio delle nostre barche e che mette a rischio la nostra vita e quella dei nostri collaboratori - ha detto Marco Pezzolesi, direttore della Coomarpesca, durante la manifestazione -, a breve, senza un dragaggio completo, e non solo con i palliativi che sono stati compiuti finora, saremo costretti a chiudere le nostre imprese rischiando di lasciare senza lavoro 200 persone e mettendo a repentaglio un settore economico fondamentale per la nostra città e la nostra provincia”.

Le barche, infatti, rischiano ogni giorno di rimanere incagliate nel fondale del porto che, di norma, dovrebbe essere di 2,5-3 metri mentre adesso è soltanto di mezzo metro circa. Il dragaggio completo richiede lo spostamento di 80-100mila metri cubi di fanghi depositati nel fondale, com’era stato previsto nell’accordo di programma siglato, nel 2009, fra la Regione Marche e il ministero dell’Ambiente. Per migliorare la situazione, bisognerebbe, intanto, asportarne 50mila metri cubi. “Il problema – ha aggiunto Pezzolesi – è che stiamo ancora aspettando la cassa di colmata dove depositare questo materiale, che dovrebbe essere nel porto di Ancona. Ci hanno detto che, entro queste mese, dovrebbe uscire il bando della Regione per realizzare quest’opera. Ma questo significherebbe aspettare fino al 2012 per i lavori della cassa di colmata e, poi, finalmente, nel 2013, verrebbe fatto il dragaggio a Fano. Noi siamo stanchi, la situazione è insostenibile, non possiamo continuare a mettere a rischio la nostra vita e delle persone che lavorano con noi. Continueremo a manifestare, pacificamente, per farci finalmente ascoltare”. Simone Cecchettini, responsabile regionale di Lega Pesca Marche, ha aggiunto che “la situazione di Fano sta diventando drammatica per i nostri pescatori. Un problema che si aggiunge alle difficoltà che già affliggono la categoria, come il caro-gasolio e il fermo pesca. E’ necessario che questi lavori vengano fatti subito. Non si possono aspettare altri dieci anni perché la pesca, a Fano, rischia di scomparire”. Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco di Fano, Stefano Aguzzi, e l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Maria Antonia Cucuzza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2011 alle 16:28 sul giornale del 14 marzo 2011 - 582 letture

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