Confesercenti: la tassa di soggiorno mette in ginocchio il turismo

Ilva Sartini Fano 08/03/2011 -

Penchè con toni contenuti, disponibilità alla discussione ed apertura verso le associazioni, l’assessore al Bilancio del Comune di Fano Riccardo Severi ipotizza in queste ore l’introduzione a Fano della temuta tassa di soggiorno, che dovrebbe aumentare le tariffe turistiche da un minimo di 1 ad un masimo di 5 euro al giorno.



"Comprendiamo -afferma Ilva Sartini - quali e quante siano le diffcoltà dei comuni dopo l’approvazione del Decreto “mille propoghe” che ha scaricato il reperimento delle entrate per far quadrare i bilanci sulle amministrazioni locali. Ciò non toglie che la tassa, oltre ad essere iniqua, sia fortemente sbagliata per due ordini di motivi in particolare: il primo è che le prenotazioni del 2011 sono giuà state, almeno per la maggior parte, evase perciò la tassa ricadrebbe direttamente sugli operatori che si vedrebbero costretti a rinunciare ad una parte del loro guadagno per coprirla. L’altro mortivo per cui chiediamo all’assessore Severi di tornare sui suoi passi è relativo al problema della concorrenza con la costa romagnola.

Come è emerso anche dal convegno “Turismo Balneare. Emilia Romagna e Marche: due regioni a confronto” che si è svolto lo scorso 1 marzo a Senigallia, per aumentare le presenze gli operatori della costa romagnola applicano ai turisti tariffe che, in alcuni periodi dell’anno, si aggirano sotto i 20 euro per persona al giorno: ovviamente i nostri albergatoni non scendono così in basso, tutta via la concorrenza dei prezzi della Romagna è sempre molto forte. La stessa Romagna che ha dichiarato che non applicherà la tassa per nessun motivo. Aggiungiamo che, se una media di 2,5 euro di aumento a causa della tassa può essere poca cosa se applicata ad una tariffa delle principali città, che si aggira tra gli 80 e i 100 euro, diventa un’enormità applicata ai nostri 20 euro o 30 euro. Non possiamo permetterci, in un territorio come il nostro, di vedr sfuggire il turismo a causa di una gabella che in passato era già stata considerata iniqua e perciò abrogata, un’imposta che, se può essere sopportta dalla “Città eterna”, a cui nessuno rinuncerebbe, potrebbe far perdere arrivi e persenze alla nostra città.

Se è vero, dunque, che dal turismo ci si aspetta un contributo fattivo all’uscita dalla crisi, non si può pensare di vessare con ulteriore tassazione proprio questo settore che deve invece avere tutto l’appoggio e l’attenzione degli amministratori. Per questo chiediamo a gran voce agli amministratori di Fano di aprire un tavolo di confronto con le associazioni e gli operatori in modo da poter discutere di strategie, di offerta, promozione e commercializzazione dei servizi turistici cittadini, ma che serva anche a sgombrare il campo una volta per tutte dall’ipotesi della tassa di soggiorno".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2011 alle 14:13 sul giornale del 09 marzo 2011 - 527 letture

In questo articolo si parla di economia, confesercenti, ilva sartini

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bruno rapa

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