Fisco: la Guardia di finanza sequestra beni per 100 mln

Guardia di Finanza 10/02/2011 -

La Guardia di finanza  ed i carabinieri di Pesaro hanno sequestrato beni per un centinaio di milioni nelle province di Pesaro Urbino, Arezzo e Chieti nell'ambito dell'inchiesta "Fiscopoli".



I sequestri arrivano dopo la confisca dell'equivalente, stimato in 66 milioni di euro, che deriva dalle presunte attività criminose condotte da alcuni membri della commissione tributaria provinciale di Pesaro in concorso con imprenditori e commercialisti del luogo, accusati di aver "addomesticato" sentenze per evitare il pagamento di elevate somme dovute all'erario.

I militari stanno sequestrando due aziende di prodotti ittici fanesi, tre ditte individuali, sei quote societarie, 26 immobili, conti correnti, titoli, depositi di risparmio in 22 istituti di credito.





Questo è un articolo pubblicato il 10-02-2011 alle 19:17 sul giornale del 11 febbraio 2011 - 572 letture

In questo articolo si parla di cronaca, francesca morici, fano, pesaro, guardia di finanza, fisco

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Danario Pantonieri


Nella fiscopoli pesarese (e fanese) , come da tempo viene riportato sulle colonne di questo giornale , sono coinvolti diversi noti commercialisti. A questo proposito vorrei sottolineare che fra le norme del CODICE DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI si legge fra l’altro quanto segue:
.....” Le norme deontologiche sono regole di condotta caratterizzate da un contenuto etico – sociale con valore precettivo. Il Dottore commercialista è tenuto ad osservarle nello svolgimento dell’attività professionale”….
Ora , stando almeno alla cronaca di questi mesi , a me pare che della deontologia e dell’etica, da parte di questi signori, sia stata fatto diciamo un uso disinvolto e allora domando :come mai l’Ordine dei Commercialisti della Prov di Pesaro-Urbino di fronte a fatti così gravi (prescindendo dagli sviluppi penali) ha osservato un rigoroso assordante silenzio?
D. Pantonieri


paolo venturelli

Sono d'accordo con quanto osserva il sig.D Pantonieri, che pur non conosco.
Il silenzio dell'Ordine dei Commercialisti della provincia, dal mare arriva ai monti.
Non ha pensato a dimettersi il Presidente stesso, e non ha preso alcun provvedimento cautelativo
nei confronti degli indagati? Non per infierire, ma per dovuta chiarezza.
Di tempo ne ha avuto parecchio,visto che i
giornali ne scrivono da mesi!
Sembra faccia "quadrato corporativo"!
Purtroppo stiamo imparando a reagire sempre di meno a certi aspetti paurosi del nostro vivere associato.
E i giovani praticanti che per legge debbono segnare il passo, obbligati ben tre anni, non pagati presso gli studi dei Commercialisti già iscritti?
E che proprio in tal modo vengono tenuti a distanza dal concorso per l'iscrizione all'Albo dei Commercialisti?
Oltre a far fotocopie e ritirare corrispondenza, cosa potrebbero assorbire?
Con questi metodi incredibilmente "legali" chi ha uno studio e tanti clienti, può diventare arbitro del diritto all'accesso al lavoro di tanti giovani.
E' una "VERGOGNISSIMA" soprattutto verso questi ultimi ai quali sembra si richieda una legale sottomissione.
Siamo diventati proprio un bel paese!
Andato a finire male anche per l'uso dell'arma dell'indifferenza e del dis-aiuto verso i giovani.
Per fortuna ci sono Magistrati,Guardia di Finanza e Carabinieri, ai quali va tutta la mia personale gratitudine e certo anche quella di moltissimi concittadini.
Perchè se è necessario che il male venga alla luce, senza una attenta opinione pubblica anche le forze dell'ordine avranno vita difficile contro la "esecranda fame dell'oro".
Tutto questo,non per fare la predica o scaricare insoddisfazioni, ma il Presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Pesaro, non del Sud si badi, tacendo su Fiscopoli non ci rassicura.

D. Pantonieri

Sig. Venturelli la ringrazio per il commento puntuale e argomentato che Lei ha consegnato alle colonne di questo giornale:francamente mi sarei aspettato su questo tema una "valanga" di commenti di sdegno su questa vicenda che apre uno squarcio (ritengo ancora molto piccolo rispetto alla realtà)e che testimonia una assuefazione della opinione pubblica a tutto e che non fa ben sperare per il futuro.
Cordialmente.
D. Pantonieri