Ricci: 'Italia centrale, svegliati'

matteo ricci 1' di lettura Fano 27/11/2010 -

"E’ la solita storia: il Centro Italia viene sistematicamente tagliato fuori. E’ necessario riprendere la mobilitazione e fare quadrato, ne va del nostro futuro…". Scorre le linee del decreto che ridisegna la governance delle risorse nei territori, il presidente della Provincia Matteo Ricci.



E commenta la rilevante riduzione dei fondi Fas alle Regioni, ipotizzata dal Governo in sede Cipe e sottolineata anche dall’assessore regionale Sara Giannini, lanciando un nuovo campanello d’allarme: "Sappiamo che la coperta delle risorse è corta, ma non può essere tirata tutte le volte dal nord o dal sud del Paese". I territori del Centro, secondo il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, sono «puntualmente penalizzati".

"Lo abbiamo visto nell’emblematica vicenda della Fano-Grosseto. E adesso abbiamo la controprova nella distribuzione dei fondi destinati alle aree sottoutilizzate. Come ci può essere ripresa in queste condizioni? Altro che federalismo fiscale: è ora di svegliarsi…". Ricci puntualizza altri concetti: "Rappresentiamo l’Italia dell’efficienza solidale – prosegue Ricci – ma veniamo schiacciati dall’eterno scontro nord-sud. Siamo scomparsi dall’agenda dell’opinione pubblica e da quella del Governo. Non si può andare avanti così".

Poi lancia un messaggio: "Non siamo in contrapposizione. Anzi, in questa fase di tensioni drammatiche ci poniamo come l’elemento di congiunzione: siamo la cerniera del Paese e non abbiamo la necessaria considerazione. Per questo -conclude- esorto i territori del Centro, nonostante la crisi politica e la fase di incertezza sul Governo: è ora di riprendere la battaglia istituzionale per i milioni di cittadini che rappresentiamo e per l’unità stessa del Paese…".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2010 alle 15:36 sul giornale del 29 novembre 2010 - 1518 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, pesaro, matteo ricci, marche, Provincia di Pesaro ed Urbino, italia, umbria, toscana

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Presidente,
da compagno ti pregherei di approfondire il perchè di questo "indormentamento", guardando, per esempio, quali son stati i Governi locali... Insomma, bisognerebbe sapere per prima cosa da dove sia potuta venire questa "narcotizzazione" quasi collettiva... Io un'idea l'avrei.

Paolo Tramannoni

Nelle Marche si tagliano ulteriormente i fondi per il trasporto pubblico. Contemporaneamente, Milano allunga la metropolitana e la linea ferroviaria per Como con i fondi dell'Expo (che vengono anche dalle nostre tasse).

Come si può riequilibrare questo divario (tra gli altri), se in parlamento i marchigiani sono rappresentati da un contingente di parlamentari che nemmeno sanno dove siano le Marche? Se al parlamento europeo ci rappresenta (regione di artigiani) un giornalista di Roma?

E tra i presidenti di provincia (l'ente più vicino, insieme ai comuni maggiori, al territorio) esiste più qualche forma di coordinamento? Macerata non ha nemmeno più un presidente, e quello che c'era sembrava procedere per conto suo, in barba agli altri, ai comuni e alla regione (vedi accordo sull'università). Quello della (mini)provincia di Ascoli, d'altra parte, insiste a voler fare una (mini)regione per conto suo.

E tra le regioni del Centro c'è coordinamento? Forse non sappiamo nemmeno chi sia il Centro (il Lazio, e quindi Roma, devono starci? L'Emilia-Romagna continuerà a sentirsi fieramente nordista? Comanderà Bologna o Firenze? E non è forse meglio puntare sulla formula Nord-Est Centro?)

Concordo quindi con il commento precedente: Nord e Sud stanno solo approfittando di una debolezza di sistema del Centro. Bravo Ricci, che da solo profonde le energie che tutti gli altri non sembrano nemmeno avere. Ma si rischia di essere una vox clamantis in deserto...