Fano-Urbino: al posto della ferrovia una ciclopedonale

pista ciclabile 2' di lettura Fano 20/10/2010 -

Durante l’affollata riunione tenutasi a Tavernelle lo scorso lunedì sera, il presidente della Provincia Ricci e l’assessore Galuzzi hanno presentato un’interessante soluzione per la ferrovia Fano Urbino ormai ferma dal lontano 1987: una pista ciclopedonale che non elimini i binari ma anzi li protegga (per un eventuale futuro riutilizzo) sotto una pavimentazione realizzata dalla cementeria provinciale; un progetto all’interno di un quadro di collegamenti ferroviari di più ampio respiro e non limitati alla sola vallata metaurense.



Dopo 24 anni di mancati interventi, questa soluzione potrebbe finalmente vedere uniti tutti coloro che hanno a cuore le sorti di una struttura di grande importanza economica e sociale che rischia di scomparire tra degrado e indifferenza; tra l’altro, evitare sterili contrapposizioni tra sostenitori di ipotesi diverse darebbe un grosso incoraggiamento a pubblici amministratori che, anche facendo autocritica, vogliono mettere mano a un progetto concreto e dicono con chiarezza come stanno realmente le cose: che non esistono le enormi risorse finanziarie necessarie per ripristinare e gestire una ferrovia vecchia in tutti i sensi; che soggetti interessati a prenderla in carico non si sono visti; che il trasporto collettivo è già servito da bus moderni; che sono cambiati radicalmente situazione urbanistica, tipo di turismo e sistemi di spostamento individuali, ecc.

A favore di una pista ciclopedonale sono pronti a lavorare in tanti, in particolare un comitato che ha già contattato con ottimi risultati i sindaci della vallata del Metauro evidenziando che la mobilità “dolce” ha dato una spinta formidabile ai territori interessati, come dimostra per esempio la recentissima riconversione della ferrovia costiera presso San Remo. Con la vicenda ben più complessa della Fano Grosseto, l’amministrazione provinciale ha già dato prova di sapersi muovere con efficacia; realizzi quindi senza indugio questo progetto innovativo, poco costoso e largamente condiviso, che può stimolare lo sviluppo economico lungo l’ex ferrovia e diventare una vera “spina dorsale” anche tecnologica grazie all’utilizzo del sottosuolo.

A dimostrare che qualcosa si muove per davvero potrebbe essere la quarta giornata delle ferrovie dimenticate, che in tutta Italia si svolgerà nel prossimo mese di marzo: è l’occasione per organizzare una serie di manifestazioni lungo la Fano Urbino per avviare la realizzazione di una moderna “via verde” che colleghi, e non separi, i centri abitati e le persone.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-10-2010 alle 11:23 sul giornale del 21 ottobre 2010 - 1506 letture

In questo articolo si parla di attualità, pista ciclabile, Enrico Tosi

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