Marotta: Confesercenti su mega outlet, 'Sconcertati e amareggiati'

3' di lettura Fano 18/10/2010 -

Siamo sconcertati e profondamente amareggiati di fronte al progetto di un nuovo mega outlet a Marotta. Credevamo che tutte le argomentazioni che abbiamo cercato di portare nel corso di questi mesi contro la variante all’ex zuccherificio di Fano, la mobilitazione compatta dei commercianti, il sostegno di tanti esponenti politici di maggioranza e di opposizione, avessero contribuito ad aprire una breccia nella mentalità degli amministratori, non solo fanesi, ma anche dei Comuni confinanti, facendo capire loro quanto può essere rischiosa un’operazione del genere.



Perché affermare che un simile progetto dia impulso all’occupazione è soltanto uno specchietto per le allodole: se è vero che col nuovo outlet nasceranno 800 nuovi posti di lavoro, è anche vero che se ne perderanno migliaia. E’ chiaro, infatti, che non si possono fare stime di questo tipo senza rendersi conto di ciò che succederebbe intorno, nella rete commerciale della stessa Mondolfo e in quella dei Comuni confinanti. Senza considerare che andiamo ad osannare la nascita di ‘paesi finti’, destinati a diventare concorrenti dei nostri, splendidi, paesi veri, che, invece, abbiamo il dovere di promuovere a scopo turistico. E li, sì, che c’è davvero buona occupazione, legata alla salvaguardia del territorio e alla sua valorizzazione, oltre che alla tutela degli imprenditori locali. Attenzione, poi, a cambi di destinazione d’uso: parliamo di un’area a destinazione artigianale che diventa a destinazione commerciale e successivamente raddoppia o triplica la stessa destinazione commerciale, così da aumentare il proprio valore di 6/9 volte. C’è davvero vantaggio per la comunità?

Ma non è soltanto la sostanza del progetto ad amareggiarci: respingiamo con forza anche il metodo utilizzato dall’Amministrazione di Mondolfo, per il quale, su un argomento così delicato per il futuro di tante imprese, si è scelto di andare in Consiglio Comunale a far approvare un ordine del giorno che ha messo tutti di fronte al fatto compiuto, mentre sarebbe buona norma, sullo sviluppo del territorio, attivare metodi e pratiche di concertazione. Sconcertante, inoltre, che, da un parte, l’attuale presidente del Consiglio Regionale, da Assessore al Commercio delle Marche, Vittoriano Solazzi, abbia imposto il blocco alla grande distribuzione, cogliendo non solo le preoccupazioni delle associazioni, ma anche i dati concreti che emergono dall’Osservatorio del Commercio per i quali il territorio è saturo di superfici di vendita e, dall’altra, proprio l’Amministrazione del suo Comune di provenienza non prenda in considerazione quell’atto motivato e si attivi per un progetto che va nella direzione opposta.

Sconcertante, infine, che scelte di questo tipo siano prese al di fuori del Piano Territoriale di Coordinamento (Ptc) , a prescindere, quindi, dalla Provincia e dalla posizione espressa di recente dal Presidente dell’Ente Matteo Ricci, contrario a un modello di sviluppo legato alla grande distribuzione. Proprio il Ptc individua le grandi aree commerciali e prevede che un’Amministrazione Comunale non può decidere autonomamente progetti simili senza interpellare i comuni contermini. Nel denunciare questo grave atteggiamento del Comune di Mondolfo, siamo pronti ad attivarci, insieme con Confcommercio, con opportune iniziative di protesta a tutela degli operatori. Invitiamo, pertanto, l’Amministrazione a fermare le bocce e sollecitiamo Provincia e Regione a prendere immediatamente posizione in coerenza con i propri strumenti di programmazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2010 alle 16:57 sul giornale del 19 ottobre 2010 - 2169 letture

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