Contabili & Fiscali: Tremonti quater, agevolazioni nel settore del tessile

tessile 8' di lettura Fano 13/10/2010 -

La c.d. “Tremonti quater” è la legge che ha introdotto una forma di detassazione del reddito per imprese operanti nel settore tessile che effettuano investimenti in attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari. Scopo della legge è quello di dare impulso al settore coinvolto.



RIFERIMENTI NORMATIVI
La disposizione è stata introdotta dall’art. 4, commi da 2 a 4, del D.L. n. 40/2010 (“decreto incentivi”).
Con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 2 aprile 2010 sono stati stabiliti i criteri e le modalità di attuazione della disciplina in esame ed era stato approvato il primo modello della apposita comunicazione contenente i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo nel settore tessile, da trasmettere in via telematica. A seguito delle modifiche introdotte in sede di conversione del D.L. n. 40, il modello per la comunicazione telematica è stato modificato. L’ultimo riferimento è quindi quello relativo al provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 settembre 2010.
L'Agenzia delle entrate inoltre ha fornito i propri chiarimenti interpretativi al riguardo nella circolare 29 aprile 2010, n. 22/E.

SOGGETTI INTERESSATI
Possono usufruirne le imprese (sia in forma individuale che societaria) che svolgono attività rientranti nei seguenti codici della tabella ATECO:
1)Divisione 13: produzione di fibre tessili, tessuti a maglia, articoli tessili, biancheria, tappeti;
2)Divisione 14: confezione di abbigliamento in pelle e similpelle, pelliccia, indumenti da lavoro, altro abbigliamento, accessori;
3)Divisione 15: fabbricazione articoli in pelle e simili;
4)Divisione 32.99.20: fabbricazione bottoni.

Sono esclusi i professionisti.

AMBITO TEMPORALE DI APPLICAZIONE
L’agevolazione si applica:
- a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2009 e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010. Per le imprese con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare si tratta, quindi, dell’anno 2010;
- solo in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti: in occasione, quindi, del versamento delle imposte dovute in base a UNICO 2011, senza tenerne conto in sede di determinazione degli acconti dovuti per il periodo d’imposta 2010, che vanno calcolati al lordo dell’agevolazione;
- solo per il periodo di effettuazione degli investimenti (2010), mentre in sede di calcolo dell’acconto dell’IRPEF e dell’IRES dovute per quello successivo (2011) l’imposta del periodo precedente (2010) va assunta senza tenere conto dell’agevolazione.

INVESTIMENTI DETASSABILI
L’ambito oggettivo di applicazione comprende, come detto, gli “investimenti in attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari”. In sede di conversione in legge del DL n. 40 del 2010 è stato introdotta la precisazione che i campionari devono essere “fatti nell’Unione europea”.
L’Agenzia delle entrate ha confermato che per l’individuazione degli investimenti ammissibili si può far riferimento alla circolare del Ministero dello sviluppo economico 16 aprile 2009, n. 46586, emanata con riguardo al cd. bonus ricerca.
Sono stati, quindi, ritenuti agevolabili i costi relativi alle seguenti attività classificabili nella “ricerca industriale”:
- ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti;
- creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla definizione successiva.
Sono, altresì, agevolabili i costi sostenuti per le seguenti attività classificabili nello “sviluppo precompetitivo” (o sviluppo sperimentale):
- acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale;
- realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili;
- produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

L’Agenzia ha ricordato che il Ministero dello sviluppo economico ha evidenziato, con la circolare n. 46586 del 2009, che “il processo di realizzazione del campionario e delle collezioni nel settore tessile e moda (…) si suddivide, in linea di massima, nelle seguenti cinque fasi:
a) ricerca ed ideazione estetica;
b) realizzazione dei prototipi;
c) preparazione del campionario o delle collezioni;
d) promozione del campionario;
e) gestione del magazzino campioni.
Mentre le attività di c) d) ed e) sono attività che non necessariamente sono collegate ad un processo di realizzazione di un prodotto nuovo, modificato o sensibilmente migliorato, le attività di cui alle lettere a) e b) sono dirette esclusivamente a tal fine. In particolare, “le attività astrattamente riconducibili alla nozione di ricerca industriale ed allo sviluppo sperimentale sono, nel settore del tessile e della moda, quelle che precedono la fase realizzativa del campionario o della collezione, e sono collegate alla fase ideativa dello stesso e della realizzazione dei prototipi. Sono quindi agevolabili i costi sostenuti per svolgere le attività dirette alla realizzazione del contenuto innovativo di un campionario o delle collezioni e per la realizzazione dei prototipi”.
Sulla base di tali principi, l’Agenzia ha affermato che l’agevolazione in esame si applica sempre alle attività di cui alle lettere a) e b), mentre le attività di cui alle lettere c), d) ed e) sono agevolabili solo se collegate alla realizzazione di un prodotto nuovo o sostanzialmente modificato.

COSTI AMMESSI ALL’AGEVOLAZIONE
a) il personale, limitatamente a ricercatori e tecnici, purché impiegati nell’attività di ricerca e sviluppo (costo aziendale);
b) gli strumenti e le attrezzature di laboratorio, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per l’attività di ricerca e sviluppo (quote ammortamento);
c) i fabbricati ed i terreni esclusivamente per la realizzazione di centri di ricerca, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per l’attività di ricerca e sviluppo (quote ammortamento);
d) la ricerca contrattuale, le competenze tecniche e i brevetti, acquisiti ovvero ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi di mercato, nell’ambito di un'operazione effettuata alle normali condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione;
e) i servizi di consulenza, utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca e sviluppo;
f) le spese generali, nella misura del 10% della lettera a);
g) i costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e prodotti analoghi, utilizzati per l’attività di ricerca e sviluppo.

MECCANISMO DI DETASSAZIONE
Il meccanismo applicativo dell’agevolazione è analogo a quello della “Tremonti-ter”, ma è prevista l’esclusione dall’imposizione dell’intero ammontare dei costi sostenuti, anziché del 50% degli stessi. Le imprese in contabilità ordinaria dovranno, quindi, effettuare una variazione in diminuzione in sede di dichiarazione dei redditi, mentre quelle in contabilità semplificata dedurranno il componente negativo.

COME RICHIEDERE L’AGEVOLAZIONE
Le imprese interessate devono inoltrare una comunicazione preventiva (modello CRT per la comunicazione dei dati rilevanti) ai fini della concessione dell’agevolazione. Come anticipato il modello definitivo è quello approvato con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 settembre 2010.
La comunicazione può essere presentata, esclusivamente in via telematica (tramite Entratel o, per i soggetti non abilitati, tramite Internet), dal 1° dicembre 2010 al 20 gennaio 2011 direttamente dalle imprese interessate, se abilitate, ovvero tramite una società del gruppo o i professionisti e gli altri soggetti abilitati. A tal fine va utilizzato il prodotto di gestione denominato “AGEVOLAZIONECRT”, disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia.

RISPARMIO D’IMPOSTA
Nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 aprile 2010 è stato chiarito che l’Agenzia delle entrate comunicherà ai soggetti che presentano l’apposita comunicazione l’ammontare massimo del risparmio d’imposta spettante. Nella circolare n. 22/E del 2010 è stato confermato che, qualora le richieste complessive superino lo stanziamento previsto (70 milioni di euro), l’agevolazione “sarà attribuita proporzionalmente all’ammontare del risparmio d’imposta richiesto”.
Quindi il meccanismo è meno crudele rispetto al cd. “click day”, e le risorse economiche saranno ripartite equamente tra gli aventi diritto.

Lo Studio Commerciale Riggioni di Fano rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.






Questo è un articolo pubblicato il 13-10-2010 alle 19:49 sul giornale del 14 ottobre 2010 - 4830 letture

In questo articolo si parla di economia, Carmine Riggioni, Contabili e Fiscali

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