Variante attività estrattive, ambientalisti: 'Al peggio non c'è mai fine'

cava 2' di lettura Fano 01/10/2010 -

È proprio vero che al peggio non c’è mai fine! Quello che è accaduto lunedì in Consiglio Provinciale, con l’approvazione della variante al Programma delle Attività Estrattive, sembra dimostrare quanto le associazioni ambientalistiche hanno sempre sostenuto e denunciato: l’Amministrazione Provinciale ha una sensibilità pressoché nulla verso le questioni legate alla tutela dell’ambiente e, a quanto pare, anche una scarsa capacità di progettare il futuro del suo territorio secondo criteri innovativi o, più semplicemente, organici e coerenti.



L’Amministrazione di Ricci & C., con l’esclusione delle componenti RC e IdV, che in questo caso si sono chiamate fuori (un plauso) assieme ad alcuni consiglieri d’opposizione, sembra avere ereditato in tutto le logiche operative e gli obiettivi delle amministrazioni Ucchielli: Lavorare per comparti stagni e favorire, prima di tutto, il business e il mercato ignorando le possibili interazioni tra le varie materie amministrate. Si approva una variante per favorire l’ attività estrattiva con la scusa, data dalla legge, del recupero a fini naturalistici dei siti (obiettivo positivo), ma allo stesso tempo, si legittimano quantità scavabili (milioni di metri cubi) che poco hanno a che fare con l’idea di contenimento del danno, visto che si determinerà un deciso ampliamento dei fronti di scavo. Ma senza politiche di previsione innovative per il raggiungimento della sostenibilità ambientale, queste scelte hanno il fiato corto. Ampliamo nuove cave? È ovvio che gli imprenditori allargheranno il loro giro d’affari, assumeranno quattro, cinque, dieci persone in più (se va bene). Poi? Senza nessuna prospettiva di riconversione dei posti di lavoro,quando i nuovi progetti si saranno esauriti, si ricomincerà tutto da capo. Pur di mantenere il business verranno autorizzate nuovi “buchi”.

Insomma, La storia del cane che si morde la coda. Il settore delle attività estrattive è, lo ripetiamo, materia che attiene si ad un comparto economico strategico, ma anche degenerativo per gli equilibri sociali e naturali. Deve essere scavato lo stretto necessario in base a fabbisogni reali e non c’è scritto da nessuna parte che fuori dai quantitativi veramente necessari debba essere mantenuto il business. Gli amministratori devono tenere conto del consumo di territorio e assistere le imprese nel viaggio verso la riconversione delle attività, mentre gli imprenditori devono industriarsi per pianificare un nuovo modo di fare impresa guardando ad altri settori e formando a nuove professionalità i propri dipendenti. Non esistono altre possibilità per il cambiamento.

LA LUPUS IN FABULA

Flavio Angelini

ITALIA NOSTRA Federica Tesini

WWF

Giuseppe Dini






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2010 alle 17:29 sul giornale del 02 ottobre 2010 - 656 letture

In questo articolo si parla di attualità, lupus in fabula, cava

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Il solito articolo pieno di luoghi comuni (un nuovo modo di fare impresa guardando ad altri settori...e si....uno che ha una cava molla tutto e si mette a far pentole) e di frasi prive del senso della realtà (deve essere scavato lo stretto necessario in base a fabbisogni reali...e certo perchè una ditta scava in base ai fabbisogni irreali....ha giusto voglia di consumare più gasolio ed elettricità al solo scopo di far dispetto agli ambientalisti). Mettiamola così...fino a quando gli uomini abiteranno nelle case e sarà necessario costruire le case sarà d'obbligo scavare. Con cosa le vogliamo costruire le abitazioni? Con i mattoncini LEGO? Questi articoli Talebani mi rattristano veramente. Denunciano una completa perdita del senso della realtà da parte di troppi. Vi suggerisco, per coerenza, di traslocare in qualche caverna...quando si dice il progresso.




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