Fossombrone: al via il progetto pilota 'Sostegno alle relazioni familiari dentro e fuori il carcere'

vittoriano solazzi 2' di lettura Fano 25/05/2010 - Prenderà il via a giugno, nella Casa di reclusione di Fossombrone, e proseguirà fino a marzo 2011 il progetto pilota di “sostegno alle relazioni familiari dentro e fuori il carcere” elaborato dal Centro ricerca e formazione psicologica giuridica dell’Università di Urbino con il sostegno della Commissione regionale per le Pari opportunità e dell’Ombudsman regionale (l’autorità garante di minori, adulti e detenuti).

L’iniziativa è stata presentata questa mattina (25 maggio) nel corso di in una conferenza stampa a margine dei lavori dell’Assemblea legislativa. “Il sostegno alle relazioni familiari dentro e fuori il carcere – ha spiegato il presidente dell’Assemblea, Vittoriano Solazzi complimentandosi per il progetto – è un tema di grande importanza e interesse. Affonda le radici non in un superficiale spirito umanitario nei confronti di chi sconta una pena ma nei principi della nostra Costituzione che afferma che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”. L’obiettivo del progetto – illustrato da Danilo Musso, psicologo del Centro ricerca e formazione dell’Università di Urbino – è quello di aiutare i detenuti a mantenere i legami con le famiglie (i figli, le mogli, le compagne) in vista del reinserimento nella società. Per tutta la durata del programma, due volte al mese, un’equipe di psicologi farà da supporto ai familiari in visita, accogliendoli nella casa di reclusione e seguendoli durante tutta la durata dei colloqui.

Particolare attenzione andrà alla figura della donna, sia nel ruolo di madre che di compagna o moglie. “Abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa – ha spiegato la presidente della Commissione regionale Pari opportunità, Adriana Celestini – e speriamo che presto si possa estendere anche ad altre realtà penitenziarie territoriali”. Il valore del progetto e della collaborazione tra istituzioni che ha permesso di realizzarlo è stato anche sottolineato dall’ombudsman regionale, Samuele Animali, che ha ricordato brevemente il percorso legislativo che nel 2008 ha portato all’istituzione dell’autorità unica di garanzia per minori, adulti e detenuti. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il direttore della Casa di reclusione di Fossombrone, Maurizio Pennelli, e la dirigente dell’Ufficio esecuzione penale esterna di Ancona, Elena Paradiso. Il carcere di Fossombrone attualmente ospita 150 detenuti; parteciperanno al progetto da 6 a 10 reclusi.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2010 alle 17:30 sul giornale del 26 maggio 2010 - 590 letture

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