Mondolfo: Per cambiare su bilancio, i cittadini pagano per l'incapacità degli amministratori

Per Cambiare 3' di lettura 11/05/2010 - L’ultimo consiglio comunale della scorsa settimana si è occupato tra le altre cose dell’approvazione del bilancio consultivo del 2009.

Nella sua relazione il Sindaco Cavallo ha come al solito evidenziato che l’amministrazione è virtuosa perché ha un avanzo di circa 600.000 euro che però non può spendere per opere importanti per la collettività. La colpa? Il patto di stabilità del Governo Berlusconi. Il sindaco continua con questo ritornello ormai da alcuni anni e soprattutto oggi, forse perché manca un solo anno alle elezioni comunali e Cavallo inizia a mettere le mani avanti visti gli scarsi risultati su tutti i fronti. Ma la verità è ben diversa: il patto di stabilità nasce dall’Atto unico europeo del 1986 e diventa operativo con il trattato di Maastricht del 1993 quindi ben prima di Berlusconi ed il suo scopo è quello di ridurre l’indebitamento degli enti in modo tale da liberare risorse per infrastrutture e servizi. Purtroppo per noi negli scorsi decenni i Comuni hanno sempre speso più di quel che incassavano indebitandosi fortemente ma la cosa più drammatica è che in passato la spesa corrente è stata sempre eccessiva e non si è investito per opere pubbliche importanti. Il patto di stabilità crea enormi difficoltà ma ha una finalità ottima: impedisce ai Comuni di indebitarsi a livelli che a medio termine sarebbero insostenibili.

In questo senso, le proteste dei sindaci di destra e di sinistra sono scarsamente credibili: questi signori non si accorgono che, in un momento di crisi internazionale (vedi Grecia, Portogallo, Spagna) che ha come comune denominatore un indebitamento eccessivo, è un’assurdità chiedere di poter indebitarsi di più. Lo stesso revisore dei conti conferma quanto noi della Lista Civica Per Cambiare diciamo da anni: il Comune deve impiegare l’avanzo di amministrazione per ridurre i debiti. Il sindaco forse dimentica che il nostro Comune ha un debito residuo pari a circa 14 milioni di euro e che ogni anno paga rate per 1,5 milioni di euro (di cui 600.000 solo per interessi). Ma se ogni anno avesse utilizzato l’avanzo di amministrazione per ridurre i debiti, oggi li avrebbe ridotti sostanzialmente e avrebbe avuto margine per investire nuovamente. Purtroppo la scarsa lungimiranza di chi (sempre gli stessi) ci amministra da oltre 20 anni e lo sperpero di risorse preziose sono stati causati proprio da chi oggi piange perché non ha più un euro per le opere importanti.

Ma non finisce qui: manca un serio controllo di gestione per monitorare attentamente e ridurre la spesa corrente come tutte le aziende in questa situazione avrebbero fatto e come consigliato sempre dai revisori dei conti. La cosa più triste di tutta questa vicenda è che saranno ancora una volta i cittadini a pagare per l’incapacità degli amministratori: il Comune oggi non ha più un euro e sono passati più di 20 anni dalle ultime opere pubbliche, nel nostro Comune le scuole sono obsolete, le strutture sportive assenti così come gli spazi verdi e i marciapiedi; ma quanto dovremo ancora aspettare?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-05-2010 alle 16:19 sul giornale del 12 maggio 2010 - 587 letture

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