Mondolfo: Vergoni ricorda Aldo Moro

06/05/2010 - Il nove maggio 1978 Aldo Moro dopo 55 giorni di rapimento,viene ucciso. Oggi,che sono passati 32 anni, vorrei ricordare non quella tragedia che colpì l’Italia ma quell’uomo così straordinario.

Il mondo è pieno di politici che ti spiegano le cose che sono già accadute ma leader che hanno il coraggio di spostare in avanti la loro visione del mondo,di vincere l’impopolarità sono rari. Tra questi c’è sicuramente Moro ma anche E.Berlinguer. Ambedue sapevano investire la politica di quelli che Berlinguer stesso definiva “pensieri lunghi” e che il presidente DC tradusse in un idea di sviluppo della nostra società: l’evoluzione di un sistema politico verso un approdo che veniva chiamato “la democrazia compiuta”, la convinzione che, come disse nel 1968, “tempi nuovi si annunciano ed avanzano in fretta, come non mai.

La sensazione che storture,ingiustizie non siano oltre tollerabile; la visione del diritto altrui da tutelare non meno del proprio,il fatto che i giovani non si riconoscono più nella società e la mettano in crisi, sono tutti segni del travaglio doloroso nel quale nasce una nuova umanità.” Si nota da queste parole cosa intendeva per politica, cioè la capacità di leggere la società,la concezione dello Stato come strumento a difesa delle istanze dei più deboli, come garanzia di giustizia e di solidarietà ma anche la consapevolezza dell’affermarsi di nuovi diritti e l’invocazione di una stagione di doveri senza la quale l’Italia avrebbe rischiato di perdersi.

Insomma Aldo Moro era il politico capace “di tenere la luce accesa su quell’umanità che vuole farsi” come disse a metà degli anni settanta in un suo celebre discorso prefigurando una nuova via. Non sappiamo quale sviluppi politici avrebbe dovuto avere la terza fase di Moro, il suo rapimento e l’uccisione da parte delle BR cambiarono il corso degli eventi e la storia di questo paese. Trenta due anni dopo è giusto ricordare la sua lezione, soprattutto per giovani come me non ancora nati in quel periodo, affinchè nessuno si dimentichi che, come disse lo statista nel 1977, la democrazia è un processo che continuamente si svolge ma con l’impegno di tutti,nessuno escluso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2010 alle 16:32 sul giornale del 07 maggio 2010 - 448 letture

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