E' fanese il nuovo presidente di Pro Natura

mauro furlani Fano 28/04/2010 - La Federazione Nazionale Pro Natura, con sede a Torino, tra i fondatori dell'Iucn, membro del Bee e referente per l'Italia della “Carta della Terra”, è la più antica associazione ambientalista italiana ed ha festeggiato da poco i sessanta anni.

Pro Natura è infatti l'erede diretto del Movimento Italiano Protezione della Natura, fondato nel 1948 a Sarre in Valle d'Aosta. La Federazione è un universo variegato che raccoglie oltre un centinaio di associazioni federate.

Abbiamo incontrato Mauro Furlani, fanese, il nuovo presidente di Pro Natura. Furlani, insegnante di scienze al liceo Torelli di Fano, succede a Walter Giuliano.

Emergenze ambientali, quali sono le più urgenti?

Senza dubbio il consumo del territorio e il degrado del paesaggio. La questione tocca il patrimonio paesaggistico e artistico che rischia di essere compromesso in modo irreversibile. Ricordiamo che l'urbanizzazione senza regole sottrae suolo anche all'agricoltura. Poi il problema energetico, fondamentale è la politica del risparmio. Va bene investire nelle risorse energetiche alternative ma bisogna ponderare bene dove installare gli impianti eolici e fotovoltaici. Siamo contrari alla costruzione di centrali nucleari. Altra questione importante è la difesa della gestione pubblica dell'acqua. E' da poco iniziata la raccolta di firme per i tre referendum promossi dal Comitato Acqua Bene Comune ai quali aderisce anche la Federazione Pro Natura”.

Caccia. La Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge comunitaria 2009 che consente un allungamento massimo di 10 giorni, non oltre la prima decade di febbraio, alle regioni che ne facciano richiesta previo un parere preventivo e vincolante dell'Ispra a cui le stesse regioni dovranno attenersi. Quale è la posizione di Pro Natura?

Fortunatamente le componenti più oltranziste del mondo venatorio sono state battute dal parlamento e, ancor prima, dall’opinione pubblica. Comunque questa decisione che cerca di conciliare le richieste di quei politici legati al mondo venatorio e quelle di un'opinione pubblica ben più ampia contraria ad una deregulation della caccia è un passo indietro. Nell’anno internazionale della biodiversità, proclamato dalle Nazioni Unite, riteniamo mortificante questo inutile e ulteriore atto di arroganza che contrasta con il sentire comune delle persone”.






Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2010 alle 20:41 sul giornale del 29 aprile 2010 - 527 letture

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