Multe, Fano a 5 stelle: l'azione di sorveglianza non finisca in un fuoco di paglia

Hadar Omiccioli Fano 26/04/2010 - "Caro amministratore, i cassaintegrati e quelli che faticano ad arrivare a fine mese non si possono permettere di rischiare una multa, dice Lei. E se qualora cadessero in “agguato”, vi assicuro che una seconda volta staranno ben attenti a rispettare i segnali".

In realtà coloro che non rischiano sono, invece, quelli che infrangono regolarmente sapendo di essere raramente multati, e che possono permettersi di pagare. Lo dimostra il fatto, che si seccano per le multe ricevute “con troppa frequenza”. Se non è educazione preventiva il sistema degli avvisi sul posizionamento degli autovelox o una prima multa, cosa è allora? I vigili sono fin troppo tolleranti. Interferire sull’operato di chi svolge il proprio dovere con professionalità mi pare alquanto “indelicato”.


Non possiamo che associarci alle parole di questo nostro cittadino, anche perché una sana educazione e prevenzione viene anche da sanzioni che giustamente ammoniscono sul proprio operato. Quando si vedono zone di divieto di sosta che sono diventati posti riservati ai furbi, macchine parcheggiate sui marciapiedi o che invadono e si fermano sulle corsie ciclabili e contro i portoni fino a impedire l’ingresso alle abitazioni, auto che passano con il rosso… beh, non c’è giustificazione che tenga. Speriamo che questa azione di sorveglianza ed educazione alla civiltà non finisca in un fuoco di paglia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2010 alle 17:02 sul giornale del 27 aprile 2010 - 1517 letture

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Si può amare una città dove ognuno fa il proprio comodo? Una città sporca. Dove non si passeggia in pace? Dove regna la “deregulation” e tutti vogliono ragione, e ognuno si giustifica “un minuto”. Dove pur di arrivare un attimo prima mette a repentaglio la vita propria e quella degli altri. <br />
No, e purtroppo dopo un po’ ci si abitua e ci si adegua. Normalmente è la mela fracida che contamina quelle buone, è difficile che la buona faccia sanare quella ammaccata. Così le cattive abitudini si diffondono. Non possiamo meravigliarci dei graffiti sui monumenti quando è la società che permette parcheggi, cartelloni pubblicitari di ogni genere ovunque, a ridosso dei monumenti e che nascondono il paesaggio. Chi fa la passeggiata nel lungomare vede forse il mare. Ma cosa si può pretendere se sono i rappresentanti dei cittadini che pretendono tolleranza, ovvero il non rispetto delle norme che regolano il vivere civile? Quelli che difendono quelli che si seccano per le multe ricevute “con troppa frequenza”, o che deturpano il nostro paesaggio con cartelloni elettorali. Diamo esempio e forse i nostri ragazzi impareranno ad amare la loro città. Sicuramente anche i turisti apprezzerebbero di più la nostra ospitalità. Pertanto oltre la qualità della vita si avrebbe anche un rientro economico e ciò non guasterebbe in periodi come questi. <br />