Perrotta, un 'Misantropo' dei giorni nostri

Fano 11/04/2010 - Un uomo integerrimo, o almeno che si crede tale, si scaglia contro la falsità e l’ipocrisia della società, difetti umani di ogni tempo. Così si alza il sipario su “Il Misantropo”, l’opera di Moliere tradotta e diretta da Mario Perrotta e interpretata dalla compagnia del teatro dell’Argine andato in scena lo scorso weekend al Teatro della Fortuna di Fano.

E’ il primo atto di una triologia che il regista e attore Mario Perrotta dedica all’indagine sulla condizione dell’individuo sociale, il Misantropo messo in scena dalla compagnia del Teatro dell’Argine risponde pienamente a questa missione scoprendo, in un confronto “corpo a corpo” tra gli otto personaggi, le debolezze dell’uomo e i compromessi a cui scende per poter vivere nel mondo. Un uomo disgustato dagli intrighi del suo tempo che non risparmia chi cortigiano lo è nel nostro, smaschera infatti la condizione universale di chi nella società per vivere adotta falsità e buonismo. La critica si fa poi più dura verso i “potenti”, che Perrotta ci restituisce con i volti del nostro tempo. Straordinarie la scelta delle musiche di Mario Arcari che entrano di prepotenza nella storia e ne sottolineano il racconto. Impeccabile il cast che incarna passioni e personaggi eterni.







Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2010 alle 14:44 sul giornale del 12 aprile 2010 - 893 letture

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